Il gusto di una vita ''matta''
Il 12 settembre 2015 sono stato ordinato prete nella mia parrocchia di origine, Santa Maria Assunta in Lissone (MB). Da quel giorno non ho smesso di chiedere al Signore la grazia di diventare pane spezzato per gli altri mediante una vita donata, capace di compassione, pronta nel chinarsi al servizio dei poveri, forte nel denunciare i soprusi dei prepotenti, radicale nel provare a seguire Gesù, determinata nel camminare insieme con gli altri, certa che da solo non sia possibile assaporare e diffondere il profumo di Cristo.
Un cammino esigente
Questi sono gli aspetti che amo del missionario saveriano; aspetti che mi hanno “conquistato” fin dagli anni in cui p. Giovanni Gargano (Giuà) mi accompagnava per capire quale potesse essere la mia vocazione. Li ho “sentiti dentro” negli anni della formazione saveriana e nell'ultimo periodo trascorso a Salerno.
Nella “nostra” Salerno tutto questo mi è risuonato “dentro”, osservando il coinvolgimento di tante persone intorno alla casa saveriana. Ho incontrato tanta gente “bella”, che dona la sua vita senza paura, pronta ad andare incontro a chi è escluso, impoverito, lasciato da parte. Ho visto con i miei occhi il tentativo di proporre ai giovani un cammino esigente...
Ricordo una preghiera composta da don Tonino Bello: “Santa Maria, compagna di viaggio..., aiutaci a scommettere con più audacia sui giovani e preservaci dalla tentazione di blandirli con furbizia di sterili parole, consapevoli che solo dalle nostre scelte di autenticità e coerenza essi saranno ancora disposti a lasciarsi sedurre”.
Andare oltre…
A Salerno ho potuto ammirare da parte dei saveriani, dei laici saveriani e degli amici che collaborano all'accoglienza delle persone senza dimora, alla mostra interculturale, ai campi di lavoro estivi e alle altre attività, il tentativo di proporre scelte autentiche e coerenti. Questo mi ha fatto bene e mi ha aiutato a crescere verso l'ordinazione presbiterale con il cuore gonfio del desiderio missionario.
Anche a Salerno ho potuto così assaporare il gusto di una vita “matta”, che prova a rischiare nel vivere ciò che crede, che non si accontenta di “rimanere a galla” in acque tranquille, sicure...
La missione mi chiama e ci chiama tutti ad andare oltre, a uscire dal nostro piccolo orizzonte sporcandoci le mani!
“Andate, senza paura!”
L'ordinazione sacerdotale diventa per me la possibilità di spezzare il Pane e la Parola di Dio, distribuire la forza straripante e sovversiva della presenza di Gesù nella storia, attraverso il banchetto Eucaristico. Sovversiva perché non può lasciare le cose come stanno, provoca inquietudine, scardina la paura dell'uscire ad annunciare la novità del vangelo. Essa è l'unica realtà che cambia la vita, come il lievito nella farina.
Proprio per questo, “Non abbiate paura... andate!” (Mc 16,6.7), sono state le parole guida della mia ordinazione. Le parole del Risorto che si rende presente nel pane e nel vino, sono un invito ad amare la missione: “Andate!”.
Grazie per l’affetto!
I saveriani, il parroco di Palomonte don Angelo, i giovani di Salerno hanno affrontato ben 12 ore di pullman per essere presenti alla mia ordinazione: è stata una cosa davvero commovente! Tanta gente che ha pregato per me e che mi ha accompagnato anche “da lontano”, tutto l’amore ricevuto gratuitamente, mi ha sollevato e sospinto, facendomi sentire come un bimbo in braccio alla mamma.
Mi sono sentito immerso da tanto bene “irresistibile”! Davvero posso dire che l'amore di Dio si è reso presente!
L'amore di Cristo mi precede, mi accompagna e mi segue. Ieri, oggi e domani. A Lissone, a Parma, a Salerno e... in Thailandia. Grazie di tutto!








