Il Congo e poi Videomission
Continua l’intervista che ho rilasciato a Villa Radio, emittente di Villa di Serio. Dopo una prima parte introduttiva, ora si parla del passato, nemmeno troppo lontano.
Il Congo è stata la tua missione…
Sì. Avevo già fatto un assaggio del Congo da studente, per 9 mesi. Allora, il Paese si chiamava Zaire. Poi, nel 1986, dopo sei anni a Udine e un anno a Parigi per perfezionare il francese, sono rientrato in terra africana. Mi sono trovato bene in Zaire. Ero destinato alla missione di Kitutu, in piena foresta. Compagni indimenticabili di quegli anni sono stati i saveriani Piergiorgio Agostini, Gianpiero Valenti e Sisto Da Rold, che agli inizi fu anche parroco. Ricordo i viaggi per quelle strade impossibili. Arrivare nelle località, già ti dava il senso di aver fatto l'impresa. Tutti erano molto simpatici e spontanei. La maggior parte era impegnata nella vita parrocchiale, nonostante i disagi delle strade e la mancanza delle cose più elementari. Ho trascorso quasi otto anni in foresta, interrotti solo da una sosta per studio a Parigi.
Poi è arrivato Videomission!
Nel 1996 stavo rientrando in Zaire quando, a Bujumbura, il superiore generale, p. Francesco Marini, mi ha chiesto se potevo prendere il posto di p. Aldo Rottini a Videomission, perché lui era desideroso di tornare in Africa. Ho accettato non senza qualche perplessità. Mi rendevo conto che per fare un lavoro così bisognava essere predisposti e in qualche modo io lo ero. Però, pensavo che fosse troppo tardi. Avevo 43 anni. Certamente avrei dovuto raccontare del mondo missionario e dei missionari, ma quello della comunicazione e dell'immagine è talmente rapido e in evoluzione che temevo di aver perso il treno. Andai a Roma a studiare Comunicazione Sociale dai Paolini e nel settembre 1998 sbarcai a Brescia.
Chi era p. Aldo Rottini?
Era un saveriano della val Brembana, appassionato della Santa Vergine di Medjugorje e del video missionario e mariano. Ha prodotto numerosi reportage video su Medjugorje, che hanno avuto una larga diffusione. Era stato là fin dalle prime apparizioni ed era amico dei veggenti. Altra sua passione era la Madonna delle Ghiaie di Bonate. Anche su quest'ultima, ha prodotto due video. Aveva una grande passione per l'immagine. È stato un pioniere, perché ha traghettato la produzione dalla pellicola del grande p. Agostino Carlesso, ai nastri magnetici delle moderne telecamere. Oggi si si registra su schede di memoria e si fanno i file…
Un ideale passaggio di consegne?
Ho notato qualche tempo fa parallelismi tra le nostre vite: entrambi bergamaschi, entrambi a Udine dopo l'ordinazione, entrambi in Congo e a Kitutu in particolare, infine lui fondatore di Videomission e io il suo successore. L'unico cambiamento che ho fatto è stato quello di aggiungere a Videomission la sigla Oltremare film, la prima realtà video saveriana strutturata e fondata da p. Agostino Carlesso. I saveriani, proprio su iniziativa del fondatore san Guido Conforti, hanno sempre avuto nella stampa, nella fotografia e nel cinema strumenti privilegiati di animazione. Il nostro primo film missionario risale al 1924.







