Il centro “fede e sviluppo”
Un'iniziativa feconda in Sierra Leone
Per quasi vent'anni, ho lavorato a Lungi, vicino a Freetown, capitale della Sierra Leone, tra le popolazioni temne e soso . Entrambi mi hanno onorato del titolo di paramount chief o di re tribale .
I soso , in particolare, non hanno mostrato interesse per il messaggio evangelico. Dei circa 25mila che vivono attorno alla missione, solo una trentina sono battezzati o catecumeni e frequentano la comunità cristiana. Da qualche anno però sono più di trecento gli amici soso che mantengono un rapporto con il “centro di fede e sviluppo” fondato dai saveriani.
Il “centro” promuove varie attività. Per le donne: la scuola di sartoria, l'artigianato del batik e la lavorazione del sapone. Per gli uomini: la scuola di computer, di falegnameria e di saldatura. Poi c'è una scuola serale per adulti analfabeti e una scuola materna per oltre cento bambini. Ho voluto dedicare il “centro” a mia madre Anna Rinaldi di Castellana Grotte (BA), una benefattrice insigne della missione.
Grazie a queste e altre attività incoraggiate dai saveriani, i soso di Lungi stanno avvicinandosi alla missione. È forse questo il tempo segnato dalla Provvidenza perché questo popolo accolga finalmente il vangelo di Cristo.
Propongo di sostenere le attività del “centro fede e sviluppo” con borse di studio che permettano ai giovani e alle giovani di frequentare i corsi di qualificazione professionale con minore preoccupazione economica e maggiore profitto.








