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Causa Covid-19 non abbiamo potuto organizzare il campo estivo residenziale (ospitare i giovanissimi in casa), come facevamo ogni anno a Salerno. Sì, la porta della casa, al momento, è chiusa; però lo spirito missionario è sempre acceso: basta seguirlo.

Infatti, la grinta missionaria ci spinge a bussare non solo alle porte di altre case, ma direttamente al cuore delle persone, per lasciarci toccare dall’esperienza di vita degli ultimi, secondo la logica del Vangelo. Con un pacco viveri da regalare, con più di un’ora di tempo da dedicare, con gli orecchi pronti per ascoltare e con il cuore attento per comprendere, il nostro gruppo giovanissimi (7-8 ragazzi) s’è messo in strada per camminare verso la “terra sacra” dei bisognosi, nella quale si trova il tesoro nascosto da scoprire, anzi da imparare. Inoltre, ai ragazzi è stato detto chiaramente che la ricchezza - intellettuale, spirituale, valoriale, di vita - possono riceverla non solo dai professori, dai presbiteri, dai missionari o dai genitori, ma anche dalle persone semplici, spesso poco considerate. Ascoltarli è come trovarsi in un’aula scolastica, dove possiamo allargare il nostro orizzonte.

La prima “terra sacra” visitata è stata una signora vittima della droga. Da quando era ragazza (aveva 19 anni) usava già sostanze stupefacenti che all’inizio erano solo “per prova, un assaggio”. Ma proprio questo slogan, questo scopo l’ha ingannata: entrava-usciva dal carcere, frequentava il circolo vizioso e le persone sbagliate, perdeva quasi tutto ciò che aveva. Attualmente, sta pagando le scelte errate con gli arresti domiciliari. Alla domanda “che consiglio daresti ai giovani”, con coraggio, ha detto: “Non bisogna credere alla provocazione ingannatrice del ‘solo una volta’, giusto per assaggiare… perché poi una volta entrati nel circolo è difficile uscire; la vostra vita è un dono prezioso, custoditela! Dovete scegliere gli amici. E i veri amici - ha specificato - sono coloro che vogliono il tuo bene, la tua vita e il tuo futuro. Coloro che ti usano sono pericolosi ingannatori. Ci vuole, infatti, il coraggio di saper scegliere gli amici veri”.

Il secondo pacco è stato portato a una coppia adulta nella zona di Pastena. Lei è malata di sclerosi multipla. Lui, Antonio, ci raccontava la loro storia e soprattutto l’amore che l’ha spinto a vedere nella sua sposa l’unica ragione di vivere. Ci ha lasciato un bel messaggio: “Vedo mia moglie come una persona normale. Non la vedo ammalata e per questo motivo le sto accanto, la bacio, le parlo e le dedico tutto me stesso”.

Un altro pomeriggio, in collaborazione con la Caritas parrocchiale, abbiamo dedicato un paio di ore a preparare i pacchi del banco alimentare, per poi consegnarli alle famiglie, alle persone bisognose. La responsabile della Caritas si è meravigliata nel vedere l’impegno e il sacrificio di questi giovani, pronti a sporcarsi le mani per fare del bene agli altri.



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