Il 2 luglio delle saveriane
Il 2 luglio le saveriane rinnovano le promesse missionarie e festeggiano gli anniversari di professione. Alla ricorrenza ho partecipato anch'io nella loro comunità di Oristano. Mi sono trovato a pregare con Caterina, Giuliana, Piera, Vanna e Francesca, che hanno cantato "Mia forza e mio canto è il Signore". Poi, Caterina ha letto la lettera della superiora generale suor Ines Frizza.
L'eredità spirituale di Conforti
"Sorelle carissime, quanti sentimenti e pensieri di viva riconoscenza suscita questa festa! Il 2 luglio ha sempre avuto nella nostra famiglia missionaria una risonanza particolare, perché vi sono collegati tanti eventi significativi della storia saveriana. Quest'anno la nostra festa è arricchita anche dalla memoria del 90° anniversario della Lettera Testamento di mons. Guido Conforti, testo ispiratore di tutta la spiritualità saveriana, che padre Spagnolo ci ha raccomandato di accogliere come nostra eredità spirituale.
Certamente, ci siamo preparate tutte con gioia alla celebrazione della nostra festa di famiglia. In casa madre a Parma, le sorelle che festeggiano il 50° di professione hanno meditato sul testo della consacrazione all'onnipotenza misericordiosa di Dio.
È stato edificante ascoltare come la misericordia di Dio abbia accompagnato queste sorelle per tutta la loro vita, nei momenti felici e nei momenti più difficili. È sempre bello sentire ciascuna rievocare commossa la storia della propria vocazione, confermando che l'aver incontrato Gesù e averlo seguito in questa famiglia missionaria «è stato il più bel regalo che ci potesse capitare».
Certo, la nostra vita è attraversata anche da momenti di calo di entusiasmo, stanchezza, delusione, solitudine. Può capitare che la diminuzione delle forze, la malattia, il dover rinunciare ai propri progetti suscitino insicurezza, scoraggiamento, talvolta amarezza.
Queste realtà erano ben presenti alla mente della nostra madre Bottego quando scriveva: «Ci sono delle sofferenze, delle prove dure nella vita missionaria, ma l'anima formata a prendere tutto per amore esperimenta una gioia e una pace che solamente Gesù può dare».
L'invito a custodire la gioia della nostra donazione, a non cedere alla tentazione della tristezza è ripetuto con insistenza anche da p. Spagnolo, convinto che la realizzazione piena, la vera felicità, sua e di tutta l'umanità, stia nell'affidarsi totalmente all'amore di Dio.
I nostri fondatori ci indicano la strada della fede che nelle varie vicende della vita sa «veder Dio, cercar Dio, amar Dio in tutto». È da questo sguardo contemplativo, dall'esperienza dell'essere amate in qualsiasi condizione, che nasce l'anelito per la missione. Ci auguriamo di poter cogliere maggiormente la profondità dell'eredità spirituale che ci è stata trasmessa, affinché nella diversità di tempi, situazioni e culture, diventi per tutti motivo di gioia e di speranza".
"È necessario crescere bene"
Suor Piera ha letto la lettera di p. Spagnolo sul significato della festa del 2 luglio. "È bella la circostanza che ora mi riporta a voi: il 2 luglio, la festa principale della vostra congregazione, la festa dello sviluppo e della gioia. È veramente la festa del Magnificat in tanti modi. Guardandoci attorno, troviamo le file crescere su tutti i fronti e il campo allargarsi.
Qualcuna forse vorrebbe vedere qualcosa di più, ma io vi dico: non abbiate fretta di prevenire la grazia e la volontà divina. Le piante più lente spesso mettono radici più profonde e poi crescono di più. Così sarà di voi. Il Signore ha davanti a sé tutti i secoli e li ha messi a disposizione della chiesa.
Più che crescere in fretta, è necessario crescere bene, sodi e compatti.
È necessario quindi fare bene ogni cosa, con ponderazione e costruendo sul solido. Ciò può esigere dei tempi di attesa, ma forse è più utile che dannoso. Confidate dunque e non perdete la pazienza!" (Parma 22 giugno 1962).








