Sul cammino della misericordia /2
Padre Giovanni Carrara, originario di Albino, ci scrive: “Il mondo ci offre lo spettacolo di tante sofferenze, ci sembra di essere nell’apocalisse della bibbia, dove ci sono bestie che divorano, distruggono o calpestano le genti. Eppure il più debole, il più piccolo, il più semplice, il più umile degli uomini, il Dio nascosto, il Dio bambino è là in tante persone buone che portano acqua, luce, vita; è là per slegare, abbracciare, sorridere ... Finché c’è lui, c’è speranza. La vita può continuare a fiorire.
Qui, in Burundi, quasi tutti i migliori - uomini e donne di impegno politico o sociale - hanno dovuto fuggire perché considerati nemici del governo o del partito. Altri che sono stati vittime di aggressioni o violenze sono in prigione o sono morti. Altri si battono con tutti i mezzi - buoni o cattivi - lasciando vittime sui due campi opposti. Giornali, tv, radio sono state danneggiate o spenti. Ma la buona gente, quella che ha il senso della vita e del bene resta, e dopo la prova ritornerà a vivere come sempre ...
Certo, la povertà aumenta, i costi della scuola, i prezzi delle medicine e del cibo crescono ... la fame e sempre di più anche i poveri.
Ma qui, mentre si asciugano le lacrime, si canta e si danza ancora. La vita non può fermarsi, non può finire, non può morire.
C’è Dio con noi, l’Emmanuele. A Natale ancora canteremo alla speranza, alla misericordia, al perdono, alla pace, al Dio bambino ...”.
Un altro saveriano aggiunge:
“Anche qui ci apprestiamo a vivere questi momenti con un po’ di paura per la nostra gente. Purtroppo le violenze continuano anche se non si vedono. Difficile prevedere il domani: siamo nelle mani di Dio e, purtroppo anche in quelle che non le usano per benedire o rassicurare. Ricordateci sempre nelle vostre preghiere ...”.
Da un’altra parte del continente africano, la vita cristiana viene affrontata da un diverso punto di vista, più programmatico e più costruttivo.







