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La mostra dei presepi missionari, organizzata dai saveriani di Vicenza, si è conclusa. È possibile quindi trarre alcune conclusioni. Un fiume di visitatori ha onorato questa ottava edizione. Lo scorso anno ci furono circa venticinquemila persone; quest'anno queste cifre sono state ampiamente superate con afflussi incredibili nei fine settimana.

Il presepe approda in Africa

Tra i presepi esposti, hanno avuto maggiore gradimento le natività provenienti dalla Spagna; mentre i bambini chiedevano ai genitori di acquistare il presepe della Lapponia, allestito sotto una igloo. Ciò dimostra che il messaggio è arrivato: Gesù nasce in ogni luogo, e porta il suo messaggio di amore, pace e speranza. È stata una gioia quando padre Bepi Berton ci ha detto che vuole adottare anche lui il presepe dei bambini con il pozzo della bontà da portare in Sierra Leone: "Voglio anch'io fare qualcosa di simile in terra africana".

Chi non ha un presepe né una chiesetta in cui pregare, perché la comunità cristiana non è ancora costituita, si è inventato un presepe vivente. Nella lontana Amazzonia p. Paolo Andreolli e p. Matteo Antonello hanno radunato una trentina tra giovani e adulti e, come tanti "pastorelli", si sono immersi nelle vie più o meno illuminate alla ricerca del Bambinello Gesù. Credo l'abbiano trovato nel sorriso delle persone che hanno visitato. La raccolta della mostra andrà proprio a loro, per favorire la formazione degli evangelizzatori in Amazzonia.

Il dono più bello dei bambini

All'ingresso della mostra c'era un quaderno dove i visitatori hanno scritto le loro impressioni. Un parroco scrive: "La bellezza della mostra sta nell'uso di materiali semplici, tipici del territorio. I laici che collaborano come volontari e l'aspetto missionario sono due caratteristiche del Vicentino".

Ci sono stati alcuni gesti significativi che è doveroso evidenziare: una signora, vedendo la mostra, ha deciso di regalare a parenti e amici un presepe. Ha staccato un assegno di una congrua cifra dicendo: "Questo è il dono più bello che posso fare". Un altro signore ci ha riportato il presepe acquistato qualche anno fa dicendo: "Questo lo regalo a voi, io ne acquisto un altro". Anche altre persone hanno lasciato un'offerta, chiedendo notizie del progetto in Amazzonia e dei saveriani vicentini.

La mostra era dedicata al servo di Dio, padre Pietro Uccelli. I vicentini non dimenticano la sua figura; il ricordo è ancora vivo grazie ai nonni che l'hanno tramandato a figli e nipoti. Chiusi i battenti il 6 gennaio, domenica 11 sono arrivati i bambini: come i re magi, hanno portato i loro risparmi. I saveriani hanno offerto loro qualche dolce e uno spettacolo di maghi e burattini, per ricambiare la loro generosità.



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