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I sette neo-battezzati a Parma

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Il 14 giugno nella parrocchia “Santa Maria della Pace” a Parma è avvenuta la celebrazione dell’iniziazione cristiana (battesimo, confermazione ed Eucaristia) di sette catecumeni della comunità francofona ivoriana. Ha presieduto la celebrazione mons. Enrico Solmi.

La comunità aspettava con gioia questo giorno. In chiesa si respirava l’aria di preghiera e di festa. Il canto d’ingresso ha svelato lo spirito della celebrazione tra canti e balli, con la presenza di africani, europei, asiatici… Abbiamo vissuto il sogno di “fare del mondo una sola famiglia in Cristo”, caro a san Guido Conforti.

La nostra risposta al dono

Nell’omelia il vescovo ha ringraziato la comunità per il dono dei catecumeni. Ha sottolineato che il nostro compito è accogliere tutti i fratelli cristiani che arrivano tra noi. Poi si è soffermato su alcuni aspetti che hanno spinto i sette catecumeni a scegliere di diventare cristiani.

Il vescovo ha poi ribadito che la fede è un dono di Dio, che chiede una risposta da rinnovare ogni giorno. Tutta la comunità è chiamata a incoraggiare i neofiti ad andare avanti sulla strada del Signore. Chiedere il battesimo significa rispondere a questo dono di Dio. Quindi, ha esortato i catecumeni a diventare testimoni nel concreto quotidiano, facendo della loro vita una pianta che dà riparo e che attira gli altri alla fede cristiana.

Ho pianto anch’io

Dopo la litania dei santi, tutta l’assemblea si è voltata verso il fonte battesimale, partecipando con grande attenzione. Grande è stata la commozione: i catecumeni avevano una gioia immensa. Ho pensato alle parole di Noel Emeric (uno dei neo-battezzati):

“Divento cristiano perché con il battesimo avrò l’opportunità di ricevere il perdono del Signore”.

È poi seguita la confermazione, mentre l’apice è stato il momento della Comunione: in due file si sono accostati al Corpo e Sangue di Cristo. Désirée, una di loro, mi ha confidato: “Ero molto emozionata quando il vescovo mi stava per battezzare: tremavo; a un certo punto Ruth ha iniziato a piangere e in quel momento ho pianto anch’io”.

Le nostre emozioni

Aggiunge Ange: “Quando siamo andati dal vescovo sentivo che qualcosa stava per cambiare: ho semtito un calore dentro e le mie lacrime uscivano senza fine. Pensavo a tante cose e avevo paura; poi con l'acqua si sono mescolate le mie lacrime e ho detto: Sì, sono battezzata, sono una nuova persona; Signore Dio, aiutami a crescere nella tua fede”.

Infine, Noel Emeric mi ha confidato: “Durante la Messa ero teso da morire, come se stessi aspettando un risultato importante per il futuro della mia vita. Sentivo un calore che stava uscendo dal mio corpo dopo aver ricevuto l'olio sulla fronte. Ero così emozionato, che non sono riuscito a esprimere le mie emozioni. Quando ho ricevuto la santa Comunione ho provato grande gioia, nel senso di essere nato di nuovo in Gesù. Non si può spiegare a parole tutto ciò che abbiamo vissuto”.

L’accoglienza in comunità

Già nello scambio della pace si era respirato un bel clima comunitario: i neobattezzati hanno dato la pace a tutti e tutti li volevano abbracciare, come segno di accoglienza nella nuova famiglia in Cristo. Anche il vescovo è sceso dall’altare per abbracciare ognuno di loro.

Alla fine della Messa, tutti hanno cantato e ballato e hanno espresso la loro gioia e il loro ringraziamento al Signore. Auguriamo a questi nostri fratelli e sorelle di crescere e perseverare nella fede.

Portino sempre quel seme che Cristo ha seminato nel loro cuore.

Grazie, cari Jean-Marc, Desirée, Emeric, Aclé, Ruth, Ange e Marie, per essere in famiglia con noi!



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