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Teresa, la Madre dei poveri

Domenica 19 ottobre, proprio nella Giornata missionaria mondiale, Madre Teresa viene dichiarata beata. Un grande evento, atteso da tutto il mondo cristiano. E anche da tanta parte dell'umanità che ha conosciuto, stimato e amato questa piccola grande donna della carità. Tra l’altro, è anche il coronamento delle celebrazioni per il 25° anniversario di pontificato di Giovanni Paolo II.

“Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù” - questa è la vera carta d'identità di Madre Teresa.

“I poveri, chiunque siano, sono Cristo!”

Minuta di fisico, ma di fede salda, Madre Teresa di Calcutta ha proclamato l’amore di Gesù per l’umanità, specialmente per i più poveri. “Dio ama ancora il mondo e manda me e te, affinché siamo il suo amore e la sua compassione verso i poveri”. Madre Teresa ci lascia un testamento di fede incrollabile, di speranza invincibile e di straordinaria carità. La sua risposta alla richiesta di Gesù: “Vieni, sii la mia luce”, la rese testimone vivente dell’amore assetato di Dio. Ha voluto che nelle chiese dei conventi delle missionarie della carità, accanto al tabernacolo, ci sia la scritta del grido di Cristo sulla croce: "Ho sete".

Così si esprimeva la Madre dei poveri: “Non è stato Dio a creare la povertà, l’abbiamo creata noi. Non abbiamo il diritto di distruggere la vita che Dio ci ha dato. Ho accettato di rappresentare i poveri, quelli ai quali nessuno vuole bene, quelli che nessuno ama: i disabili, i ciechi, gli emarginati, quelli che hanno dimenticato che cosa sono l’amore e il calore umano”.

"Sposa di Gesù per tutta l’eternità"

Nata il 26 agosto 1910 a Skopje, in Albania, più piccola dei cinque figli, l’amore per le anime entrò nel suo cuore dal giorno della prima Comunione. All’età di diciotto anni, mossa dal desiderio di diventare missionaria, Gonxha (questo è il suo nome di battesimo) lasciò la casa paterna per entrare nell’Istituto delle Suore di Loreto, in Irlanda. Lì ricevette il nome di suor Mary Teresa, come santa Teresa di Lisieux. A dicembre del 1928, partì per l’India, e arrivò a Calcutta il 6 gennaio seguente.

Nel 1937, quando fece la professione dei voti perpetui, suor Teresa disse che era diventata “la sposa di Gesù per tutta l’eternità”. Da quel giorno in poi, tutti l'hanno chiamata e la chiameranno Madre Teresa.

Nel 1946, durante un viaggio in treno, Madre Teresa ricevette una speciale ispirazione. Quel giorno - in che modo non lo raccontò mai - la sete e l'amore di Gesù per le anime si impossessò del suo cuore. Gesù chiese a Madre Teresa di fondare una comunità religiosa, le missionarie della carità, dedite al servizio dei più poveri tra i poveri.

La sua umile opera nel mondo intero

Oggi, le suore di Madre Teresa sono più di 4.000, presenti nelle oltre 600 comunità sparse in 123 paesi del mondo.
"Madre Teresa è entrata nel cuore dell’umanità. Beatificandola - ha ricordato il cardinal Re - il Papa la indica come modello e come presenza di intercessione potente presso Dio".

  • Segnaliamo l’ultima pubblicazione su Madre Teresa: “Madre Teresa: ricordo e messaggio” di José Luis Gonzàlez Balado. Editrice San Paolo, pagine 391, € 19.50.

Puoi contattare la nostra libreria: Libreria dei Popoli - p. Gianni Zampini, Via Piamarta 9, 25121 Brescia - Tel. 030-377.27.80 - Fax 030-377.27.81 - E-mail: libreria@saveriani.bs.it


Daniele, missionario dell'Africa

Domenica 5 ottobre, Daniele Comboni, il grande missionario dell'Africa moderna, è stato proclamato santo.

Nato a Limone sul Garda (Brescia) il 15 marzo 1831, viene ordinato sacerdote nel 1854, nella diocesi di Verona. Tre anni dopo parte per l’Africa. Nella fiducia che gli africani sarebbero divenuti essi stessi protagonisti della loro evangelizzazione, dà vita a un progetto che ha lo scopo di “salvare l’Africa con l’Africa”. Nonostante le difficoltà, nel 1867 fonda l’Istituto dei missionari comboniani.

Voce profetica, annuncia a tutta la chiesa, particolarmente in Europa, che era giunta l’ora della salvezza dei popoli dell’Africa, chiedendo aiuto al Concilio Vaticano I, affinché ogni chiesa locale venisse coinvolta nella conversione.

Nel 1877 è consacrato vescovo dell’Africa centrale. Per quelle popolazioni spende tutte le sue energie e si batte per l’abolizione della schiavitù. Muore a Khartoum, in Sudan, il 10 ottobre 1881, stroncato dalle fatiche della sua instancabile opera missionaria.

Il 17 marzo 1996 Giovanni Paolo II lo aveva proclama beato, insieme al fondatore dei missionari saveriani, il beato Guido Conforti.

Il missionario Comboni guarisce una musulmana

Al beato Comboni è stato attribuito un miracolo avvenuto nel 1997, nel centro di maternità “Villa Gilda”, quando Lubna Abdel Aziz, una donna musulmana di Khartoum e madre di cinque figli, entrò in agonia per un’emorragia dopo il parto. L’immagine del Comboni fu posta sotto il cuscino della donna, mentre la comunità cristiana invocava l'intercessione del beato. Ci fu una prodigiosa e completa guarigione.

Il grido di Comboni: “O nigrizia o morte!”

Così san Daniele Comboni riassumeva il significato della sua missione: "Il ricco e il povero, il sano e l’infermo, il giovane e il vecchio, il padrone e il servo avranno sempre accesso al mio cuore. Il vostro bene sarà il mio e le vostre pene saranno pure le mie. L’Africa e i poveri neri si sono impadroniti del mio cuore, e non c’è sacrificio che io non sia disposto ad abbracciare per il loro bene. Vorrei avere 100 lingue e 100 cuori per la povera Africa, la più abbandonata. Se avessi mille vite, le darei tutte per l’Africa".

  • Raccomandiamo ai lettori il volumetto di Cirillo Tescaroli: “Daniele Comboni. Un cuore per l’Africa”, Editrice Emi, pagine 64, € 3,00

Puoi contattare la nostra libreria: Libreria dei Popoli - p. Gianni Zampini, Via Piamarta 9, 25121 Brescia - Tel. 030-377.27.80 - Fax 030-377.27.81 - E-mail: libreria@saveriani.bs.it



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