Il ''sì'' a Dio e alla missione
Diego Pirani, giovane saveriano marchigiano, esprime le sue sensazioni alla vigilia dell’ordinazione presbiterale missionaria, dopo cinque anni di studio nella Teologia internazionale di Yaoundé, in Camerun.
Sono passati già cinque anni da quel 10 luglio 2011, quando ho emesso la mia prima professione religiosa nella famiglia saveriana. Poi, la partenza per il Camerun, che mi ha ospitato finora.
Devo dire grazie alla comunità che mi ha accolto e accompagnato durante questi anni.
Condividere la vita in semplicità
Per noi saveriani, la comunità è la forza che ci accompagna, ci sostiene nel cammino di ogni giorno alla ricerca del Signore. A Yaoundé abbiamo la responsabilità della parrocchia Jésus le Bon Pasteur di Oyom-Abang, grande e popoloso quartiere periferico. L’accoglienza delle persone mi ha permesso di fare molte amicizie e mi sono sentito subito a casa, nonostante la lingua e la cultura differenti.
Oltre allo studio e alla formazione, ciò che ha caratterizzato la mia presenza qui è la condivisione della vita con semplicità. Ho incontrato le persone, ascoltando e lasciandomi mettere in discussione dalla loro vita e testimonianza di fede.
In questi ultimi due anni ho accompagnato un gruppo di giovani e adulti che si sono preparati a ricevere il battesimo a Pasqua. È stata una bellissima esperienza! Vedere la loro curiosità nel conoscere meglio Gesù e la chiesa. Accompagnarli in questo cammino mi ha dato coraggio e la spinta per intraprendere le ultime tappe del mio percorso di formazione.
Un altro grande salto…
Il 5 novembre scorso ho emesso la professione perpetua mettendo tutta la mia vita nelle mani del Signore e l’8 dicembre sono stato ordinato diacono. Ora, un altro grande salto mi attende, perché la sensazione che sento è uguale a quella che si prova quando ci si deve lanciare dall’alto di una montagna per poter prendere il volo.
Il 3 settembre sarò ordinato presbitero per l’imposizione delle mani del cardinale Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona.
Mi vedo piccolo davanti alla grandezza di questo dono che il Signore mi sta facendo. È difficile capire perché Lui ha scelto proprio me, con le mie debolezze. Ma ho la fiducia che mi darà anche la forza per poterlo servire.
È questa la vita del presbitero saveriano: essere le mani e le labbra di Gesù per incontrare le persone che hanno bisogno del vangelo, mani che spezzano il pane eucaristico per portare Gesù a tutti, mani capaci di accogliere, sostenere, abbracciare, benedire e offrire la misericordia di Dio.
Quando scopri di quale amore sei amato, senti anche il bisogno di donarlo. E il missionario è un innamorato di Cristo che desidera portarlo a tutti, perché tutti possano gioire della sua presenza.
Quei “grazie” non scontati
Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno accompagnato in questo cammino. Sono venuti anche in Camerun per essere presenti alla mia professione perpetua e all’ordinazione diaconale: grazie papà e mamma. Grazie a mia sorella, a mio cognato e ai miei nipoti. Grazie a tutta la mia famiglia.
Grazie alle persone della mia comunità parrocchiale di Santa Maria Liberatrice di Posatora, che mi ha visto crescere e mi ha seguito finora. Grazie alla famiglia saveriana che mi ha introdotto e accolto in questa meravigliosa avventura dell’annuncio del vangelo. Lo so che molti lo fanno già, ma continuate a pregare per me e per i saveriani.
Vi aspetto il 3 settembre 2016 alle 21 (unico orario possibile) alla cattedrale S. Ciriaco di Ancona per l’ordinazione e il 4 settembre per la prima Messa alle 11 nella chiesa S. Maria Liberatrice di Posatora.







