I cinque colori della missione, Con sacerdoti e vescovo-Ancona
Ogni dicembre, il primo giovedì del mese, abbiamo la gioia di celebrare la festa di san Francesco Saverio con i sacerdoti della diocesi di Ancona - Osimo e gli incaricati degli uffici missionari delle Marche. Anche quest'anno abbiamo celebrato insieme.
All'inizio dell'incontro, noi saveriani abbiamo presentato ai sacerdoti i temi dell'animazione missionaria e vocazionale che stiamo realizzando con alcuni gruppi giovanili. Evidentemente, offriamo alle parrocchie anche l'aiuto per celebrare le Messe e per le confessioni.
Volto umano e famiglia
Memori della canonizzazione del nostro fondatore mons. Guido Conforti, avvenuta a Roma lo scorso 23 ottobre, abbiamo fatto risaltare le cinque caratteristiche del missionario, proposte dalla sua spiritualità. Lo stesso fondatore afferma che il missionario è "la personificazione più bella e sublime della vita ideale". Ecco dunque i cinque colori che formano l'arcobaleno di questa "vita bella".
Il primo colore è il "volto umano". Questo mondo ha bisogno di volti umani. Troppo abbruttito ormai dal volto della "bestia", che a volte viene osannato, il mondo vuole vedere volti umani, assetati di amore e non più di odio.
Il secondo colore è la famiglia. Il volto umano comincia a formarsi proprio in famiglia, non nell'individualismo che imbruttisce e ci rende freddi. Il missionario non vive solo; vuole e desidera sempre costruire una famiglia. La vita comune aiuta a creare lo spirito di famiglia, necessario a tutti noi.
Cristo, impegno e partenza
Come tutti gli artisti abbiamo bisogno di un modello, che ispiri e dia dinamicità. Ecco allora il terzo colore: Cristo, volto umano per eccellenza, costruttore sicuro e unico di famiglia. Cristo è la ragione iniziale della missione; è anche l'unico centro del nostro pensare e del nostro agire.
Il quarto colore è la consacrazione religiosa. La missione, infatti, non è solo un sogno di gioventù, né un modo per occupare il tempo libero, ma impegno totale di tutta la vita. Il missionario non dà una parte del suo tempo; è missionario a tempo pieno. Questo progetto non è limitato a uno spazio geografico, a un'isola felice (che non c'è, come dice la canzone). Il progetto si realizza con la partenza: uscendo dalla propria terra e dalla propria cultura, dal proprio mondo, per calpestare una nuova terra e costruire, con la forza dello Spirito e la parola del vangelo, la nuova umanità del regno di Dio. Questo è il quinto colore: la partenza per la missione.
Una bella sinergia
Il nostro vescovo ha coronato l'incontro con la celebrazione dell'Eucaristia. Durante l'omelia, ha messo in risalto gli aspetti che rendono san Francesco Saverio ancora attuale; non solo per i missionari, ma anche per i sacerdoti. Saverio si è speso completamente per la missione, senza alcuna riserva. Non era guidato dall'attivismo, ma da un'intimità profonda con Cristo. Nell'insegnamento del cristianesimo andava alle cose essenziali. Infine, esortava i giovani a diventare missionari per annunciare Cristo nel mondo. Perché tutti hanno bisogno del vangelo di Cristo, ma coloro che lo annunciano sono sempre troppo pochi.
Abbiamo concluso la giornata con il pranzo in fraterna amicizia. I sacerdoti ci hanno ringraziato. Ma siamo noi a ringraziare loro, che ci chiamano ad animare le loro comunità, per avere uno sguardo che superi i confini del piccolo spazio parrocchiale.







