I cento anni di Gioia Cacciola
Da: IL GRUPPO "PACE E BENE" che ha festeggiato l’8 marzo scorso i cento anni della signorina Gioia Cacciola. Lo squillo delle trombe e il rullo dei tamburi hanno accolto nella sala azzurra "zia Gioia".
Un secolo di cambiamenti
La maestra di tanti bambini, ai quali ha dato amore e sicurezza dedicando tutta la sua vita, è stata festeggiata con affetto da parenti e amici. La signorina Gioia ha attraversato tutto il secolo ed è arrivata nel III millennio. Non è cosa da poco, se si pensa che il secolo scorso è stato segnato da eventi , dei quali zia Gioia è stata testimone diretta, che hanno sconvolto la storia dell’umanità: due guerre mondiali, le prime automobili, il telefono, i voli aerei, la conquista della luna, la scoperta dell’energia atomica, il computer...
Ne sono cambiate di cose, da quando si andava a piedi, ci si lavava con l’acqua corrente dei fossi, ci si scaldava al camino, si faceva il pane in casa e si lavavano i panni in cortile dentro grandi mastelli, per poi stirarli, una volta asciugati all’aria, con un ferro da stiro di metallo pieno, scaldato sul fuoco.
Generazioni di studenti
La maestra Cacciola, zia Gioia per tutti noi, ne ha viste di cose! È una fortuna ascoltare dalla sua viva voce gli eventi del passato. Con impressionante lucidità, racconta per filo e per segno i tanti momenti della sua lunga esistenza.
Inizia l’insegnamento nel 1929, come supplente a Rosalì. Abbandona il corso di laurea in filosofia e pedagogia con solo un esame da sostenere. In seguito, per due anni insegna a Felicia di Bovalino, nella scuola dell’Opera Balilla; poi a Monasterace, Santo Stefano, Gallico Superiore e, dagli anni ‘50, a Villa San Giuseppe, suo paese natale, fino al 1972 quando è andata in pensione.
Settimana di 7 mercoledì
Zia Gioia, da quando nel 2000 è nato il gruppo "Pace e Bene" su iniziativa dei saveriani, con la giuda prima di p. Nicola e poi di p. Ercole, ogni mercoledì era presente. Finché la sua salute glie lo ha permesso, è stata sempre pronta a dare il suo contributo nei momenti di preghiera, di arricchimento culturale e di svago. A tutti diceva che si trovava bene con gli amici del gruppo e ripeteva sorridendo: "Vorrei che la settimana fosse di sette mercoledì!".
Zia Gioia sprigiona una carica enorme di energia interiore sia nei momenti felici che in quelli tristi. Il rispetto reciproco, il lavoro, la famiglia e la fede religiosa sono i quattro pilastri della sua vita. Tutti quelli che la conoscono le rivolgono affettuosi auguri di ogni bene, sicuri che dall’alto dei cieli anche Gesù sorride e la benedice.








