“Ho incontrato la felicità”, La missione alle isole Mentawai
Padre Sandro Peccati, saveriano bergamasco, ci ha descritto un episodio di vita missionaria alle isole Mentawai, in Indonesia.
Ero partito alle sei di mattina con la barca a motore. Dopo mezz’ora di mare ero entrato nel golfo di Serabuok. Il silenzio era rotto solo dal fuoribordo; la barca correva veloce sull’acqua; un branco di delfini mi accompagnava con salti e piroette. Alla foce del fiume, due uomini mi aspettavano in piedi su una canoa. Trasferiti i bagagli dalla barca alla canoa, ho iniziato il giro periodico alle quattro comunità cristiane che vivono lungo il fiume Silaoinan.
Canoa e canne di bambù
Dopo aver percorso un lungo tunnel di mangrovie, sulla riva ho visto una capanna. Qui abitava una famiglia che allevava polli, un maialino e viveva di pesca. Nel frattempo, pensavo al percorso che rimaneva da compiere per raggiungere la prima comunità. Dovevo salire e scendere tre colline e passare tra acquitrini e radure. I due uomini hanno preso la canoa in spalla e abbiamo continuato il viaggio.
Passata la seconda collina, nella foresta si apriva una piccola radura creata dall’abbattimento di alberi secolari. Tra i tronchi degli alberi sorgeva una piccola capanna di due metri per tre. Erano quattro pali piantati nel terreno con il pavimento in canne di bambù, sospeso a un metro da terra. Non c’erano pareti, ma solo un tetto di foglie di sago. Qui abbiamo trovato una giovane famiglia: papà, mamma e il loro bimbo di un mese. Appesi a un palo c’erano una zanzariera, l’arco e la faretra di bambù; sul pavimento una piccola pentola per cucinare. Questo era tutto ciò che possedeva!
Era il paradiso in terra?
La giovane coppia ci ha invitato a sostare un po’ e riposare. I loro volti sorridenti esprimevano gioia per la visita inaspettata. Ho parlato con loro e mi sono congratulato per il bambino. Poi li ho ringraziati per l’ospitalità e abbiamo proseguito il nostro viaggio. Quest’incontro mi è rimasto impresso profondamente nel cuore e credo che non lo dimenticherò più. La scena mi torna spesso alla mente e mi aiuta a riflettere sull’essenzialità della vita e del vangelo. Quanto poco autentico è il nostro modo di vivere che basa la felicità sulle cose che possediamo, sull’efficienza e l’apparenza, sui divertimenti e le comodità!
Alle isole Mentawai ho incontrato il volto della felicità nell’amore vero tra un uomo e una donna: vivendo sobriamente, realizzavano il disegno del Creatore, che li ha creati “a sua immagine e somiglianza”. Mi è sembrato di vedere il paradiso in terra.








