Guido Conforti ''santo'': Emozioni dei pellegrini di Taranto, Puglia
È stato un viaggio speciale, iniziato senza sapere bene cosa avremmo visto e vissuto. In una quarantina ci siamo ritrovati sabato 22 ottobre davanti alla casa saveriana di Taranto, pronti a partire: con le valigie "vuote", in attesa delle esperienze e delle emozioni che le avrebbero riempite.
Il musical dei giovani
La prima tappa è al Teatro Orione di Roma. Dopo il benvenuto di p. Rino Benzoni, superiore generale dei saveriani, e la preghiera internazionale presieduta da mons. Biguzzi, abbiamo gustato il musical dei giovani di Salerno che, attraverso canti e coreografie, ha delineato i tratti essenziali della missione del Conforti e dei saveriani.
Con queste immagini negli occhi e nel cuore ci siamo avviati all'albergo a Nemi dove abbiamo continuato la nostra condivisione nella celebrazione dell'Eucaristia, fatto la cena e riposato.
Il giorno della santità
Alzati di buon mattino, alle 8,30 eravamo già davanti alla basilica di San Pietro. Oltre al "nostro" Guido Conforti, papa Benedetto ha iscritto nell'elenco dei "santi" anche Luigi Guanella e Bonifacia Rodriguez de Castro. Le migliaia di foulard e cappellini gialli che coloravano la piazza erano il segno di riconoscimento dei devoti del Conforti.
Questo umile vescovo parmense è riuscito a riunire in una sola famiglia persone dai quattro angoli del mondo; e mi sono sentita pervasa di santo orgoglio! In quella piazza si toccava con mano la realizzazione di un progetto iniziato oltre cento anni fa e che, come un miracolo, ha attraversato gli anni e le difficoltà: un frammento di mondo si è ritrovato davvero come un'unica grande famiglia.
Un momento magico
Finita la celebrazione, abbiamo visitato il centro di Roma con la guida di un "cicerone" d'eccezione, padre Piero. Al nostro gruppo si sono aggiunti alcuni amici della Sardegna, un saveriano camerunese missionario in Ciad, e due giovani studenti teologi saveriani: Philbert del Camerun ed Emanuel del Congo. La presenza degli studenti ha permesso a molti del nostro gruppo di fare domande e di allargare il panorama sul mondo saveriano.
La possibilità di assaporare tutto lo spirito del Conforti ci è stata offerta il giorno successivo, nella basilica di San Paolo fuori le Mura, con la Messa di ringraziamento e le professioni perpetue. Abbiamo salutato i missionari che sono passati da Taranto; abbiamo incontrato chi ancora non conoscevamo... Tutto all'insegna di uno spirito di condivisione e fratellanza che ha annullato le differenze: è il popolo di Dio, la famiglia di Dio. Una celebrazione molto intensa, con canti, danze e tanta commozione. È stato davvero un momento magico.
Gioia e commozione
Molti pellegrini del nostro gruppo non avevano mai assistito alla professione perpetua di un saveriano e, man mano che la celebrazione proseguiva, si notavano lacrime spontanee di gioia e sguardi colmi di ammirazione, come quello di Antonia Renna che ha detto: "In quel momento vedevo la mia vita povera, a paragone con la scelta di questi giovani".
La gioia ha toccato il suo apice al momento della consegna del Crocifisso ai partenti per la missione. Tutti ci siamo sentiti impegnati nel farci carico della loro vita, accompagnandoli con il nostro sostegno e nella preghiera di ogni giorno.
Allarghiamo la famiglia
Il viaggio di rientro è stato un continuo ricordare e commentare i momenti che più ci avevano colpito, condividendo le nostre riflessioni. La sorella di p. Nico Macina si meravigliava ancora, pensando a tutta la gioia intravista negli sguardi incrociati, e si emozionava pensando al Conforti e alla scelta di vita del fratello saveriano. Annamaria mi ha confidato: "Questa esperienza ha stravolto in me l'idea che avevo della realtà saveriana; non la pensavo così estesa e globale!".
Così, abbiamo rinnovato l'entusiasmo e la voglia di ritrovarci insieme per costruire nuovi progetti, che ci facciano sentire parte di questa grande famiglia missionaria.







