Grazie ai ragazzi davvero social…
I racconti dei ragazzi partecipanti ai campi estivi 2018 ci insegnano che non tutto è odio, indifferenza, violenza. Le loro esperienze potete leggerle sul nostro sito internet, in attesa di raccoglierle e offrirle l’anno prossimo, in uno dei nostri paginoni. Molti penseranno che sono voci isolate, fuori dal coro, poche mosche bianche che nulla hanno a che fare con l’attuale contesto politico e sociale, eccezioni in un mondo giovanile che è radicalmente diverso. Può essere. Ma solo il fatto che qualcuno, dopo una fugace pubblicità o il passaparola di un amico, abbia deciso di investire parte delle proprie vacanze per mettersi all’ascolto di situazioni e persone così diverse, rincuora. Smuovere un giovane dall’ultima app, per vivere insieme a persone sconosciute per diversi giorni, facendo concretamente qualcosa, probabilmente non è più così scontato.
La dimensione della socializzazione oggi è stravolta rispetto a pochi anni fa. Non c’è più bisogno dell’oratorio per giocare, impegnarsi, divertirsi, conoscersi, confrontarsi… Ci sono la chat, il centro commerciale, i social network. È tutto un altro modo di vivere. Non è un’iperbole dire che la scelta di questi ragazzi sia stata straordinaria e, idealmente, abbia lanciato un ponte al Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, che si sta svolgendo in questi giorni. L’augurio è che questa enorme e schietta campagna di ascolto possa portare la chiesa a trovare vie nuove per trasmettere e vivere la fede in Gesù e il messaggio del vangelo. Ma, credo, senza la collaborazione delle famiglie, dei genitori, certi valori rischiano di smarrirsi, di rimanere comunque emarginati dalle vite dei cosiddetti millenials (nati negli anni duemila)…
In un mese così importante, papa Paolo VI e il vescovo Romero sono proclamati santi. Lancio un appello affinché queste figure siano conosciute, spiegate, con modi e linguaggi adeguati, anche alle nuove generazioni.







