Giovani vicentini in missione, ''Raggi di pace'' in Nepal
Di: Marco e Paolo.
Nella casa dei saveriani di Vicenza, alcuni giovani - che si sono nominati "Raggi di pace" - hanno deciso di sostenere alcuni progetti di irrigazione. Due di loro sono andati in Nepal ed ecco la loro testimonianza.
Andare in Nepal non è stato solo il compimento del sogno di poter camminare tra le montagne più alte del mondo, ma anche di vedere con i nostri occhi quanto il lavoro fatto in Italia con la raccolta tappi sia importante per un progetto di solidarietà: in questo caso, portare acqua potabile in un campo profughi tibetano a Kathmandu, capitale del Nepal.
La commozione nel sentire i ringraziamenti rivolti a chi rende un po' più dignitosa la vita di un profugo è contraccambiata con qualcosa di molto più grande: la fratellanza e la voglia di condividere ciò che abbiamo con persone che vivono in una parte di mondo più sfortunata.
Prima di partire per il trekking ad alta quota, abbiamo conosciuto la madre dell'amica tibetana, referente del progetto. Ci ha regalato una sciarpa bianca di seta, come buon auspicio per la lunga camminata. La nostra avventura è condivisa con uno sherpa, il suo assistente e due portatori, che hanno reso il nostro viaggio indimenticabile e hanno lasciato in noi ricordi indescrivibili. Su quei sentieri, ci sentivamo protetti e ci accorgevamo che la nostra vita era nelle loro mani. Ci seguivano e si preoccupavano di non farci correre alcun pericolo, ci ricordavano di bere molto per combattere l'altitudine, stavano attenti al minimo segno di debolezza o stanchezza.
Il nostro cammino, cominciato con un corso dai saveriani per poter conoscere le terre di missione, sta continuando con sempre più energia. I piccoli gesti che facciamo nel nostro paese possono cambiare la vita di chi è dall'altra parte del mondo.








