Giochi, riflessioni, preghiera: Due giorni favolosi a Salerno
di: Luigi, Francesco, Luca.
Vogliamo raccontarvi qualcosa di noi giovanissimi, che abbiamo partecipato al "campo missionario" il 2 e 3 gennaio presso la casa dei saveriani di Salerno. È stato favoloso e ci ha dato l'opportunità di conoscere nuovi amici e nuovi animatori. Il tema era "Dio Creatore-Padre, Dio Protettore-Salvatore, Dio Amico-Fratello".
Ringraziamo i saveriani per l'ospitalità, p. Alex e p. Simone che ci hanno fatto crescere, e tutti i ragazzi con cui abbiamo vissuto due giorni di allegria.
La lettera inviata da Dio
Il primo giorno ci hanno dato i cartellini con il nostro nome e ci hanno "sottratto" i cellulari, affinché non fossimo distratti, per concentrarci solo sul percorso da seguire. Poi siamo andati in chiesa a pregare. Ci ha colpito molto la preghiera del "Padre nostro": a ogni invocazione rispondeva un solista e ci sembrava che fosse Dio stesso a rispondere dicendo: "Figlio mio non temere, sono qui con te e ti proteggerò".
Siamo stati divisi in gruppi secondo l'età. Nella prima riunione ragazzi e animatori si sono presentati e abbiamo scelto il nome per ciascun gruppo. Poi i gruppi si sono riuniti nella "sala rossa" (perché le sedie sono rosse). Abbiamo visto un video che presentava una lettera inviataci da Dio, in cui diceva che a Lui fa piacere se gli dedichiamo un po' di tempo della nostra giornata. Spesso noi ci dimentichiamo, ma Lui continua ad aspettarci pazientemente. In gruppo abbiamo discusso su quella lettera e ci siamo resi conto che Dio è nostro Padre e che ci vuole bene perché ci ha creato.
Le due arche e l'orologio
Nel pomeriggio, gli animatori ci hanno affidato una nuova attività. Dovevamo rispondere a questa domanda: "Dio ci protegge e ci salva... Da cosa? Con quale mezzo?". Secondo noi, Dio ci salva dalla morte perché ci ama; lo fa attraverso la preghiera, il battesimo e la confessione.
Dopo un confronto tra i vari gruppi, abbiamo visto un video tratto dal film "Un'impresa da Dio": Dio ordina al protagonista di costruire un'arca per salvare la sua famiglia da un'inondazione. Poi, nei gruppi, abbiamo letto il brano biblico del diluvio universale e abbiamo disegnato su un cartellone due arche: una grande e una piccola. Sull'arca grande abbiamo scritto il nome delle persone che ci salvano; sull'arca piccola abbiamo scritto quale pregio salva Dio in noi. E abbiamo scritto cosa rappresenta il diluvio per noi.
In cappella abbiamo conosciuto due donne che ci hanno detto di essere "postulanti" e che stanno facendo un cammino con Dio! Ci hanno fatto fare un gioco: cercare un orologio nascosto, in silenzio, sentendo il suo ticchettio. Così abbiamo capito che solo facendo silenzio dentro di noi riusciamo a sentire Dio che ci parla.
L'amico immaginario
Dopo cena, abbiamo simulato una sentenza giudiziaria. Divisi tra difesa, accusa e tribunale, abbiamo trattato un problema oggi molto diffuso: la discriminazione razziale degli immigrati. Poi ci siamo recati in chiesa per la veglia di preghiera e la testimonianza del nostro animatore Andrea.
La mattina seguente l'animatrice Marianna ci ha raccontato: "Quando ero piccola, Gesù per me era come un amico immaginario che non mi faceva mai sentire sola". Questa frase ci ha colpito molto, perché significa che Gesù ci considera suoi amici anche se noi non vogliamo seguirlo.
Alla fine, ciascuno di noi ha scritto una lettera personale a Dio. Poi abbiamo ringraziato il Signore per il cibo e abbiamo pranzato. Dopo pranzo, abbiamo pulito e sistemato le stanze e abbiamo preparato le valigie. Dopo l'arrivo dei genitori, tutti insieme abbiamo celebrato la santa Messa e partecipato a un piccolo buffet, ci siamo scambiati i saluti e siamo partiti, ognuno per la sua strada di casa.
Ricordo ancora i due giorni vissuti insieme: mi hanno fatto capire la vera e sincera amicizia di Dio con noi, e il suo ruolo di Padre nella nostra vita.








