Giochi d'Africa: Con un bel po’ di fantasia…
Dice il proverbio: "La necessità aguzza l'ingegno". È così per i bambini e i ragazzi dell'Africa che con poco riescono a divertirsi tanto, usando fantasia, inventiva e creatività.
Ecco alcune "invenzioni africane", descritte dai nostri (è il caso di dirlo)... inviati sul campo.
Congo: un giro in... go-kart
In lingua kirega, questo mezzo di locomozione si chiama "katakono", ma non è spinto da un motore e non ha il volante. Il go-kart congolese ha tre ruote (una davanti e due dietro), fatte da cuscinetti ricavati dal kikowa, un albero dal legno resistente, e vengono lubrificati con la linfa viscida dell'erba kilelama. Per manubrio, i bambini intagliano un ramo a forcella incastrandolo tra le traverse. Sul mezzo possono salire tre o quattro bambini alla volta. Nel retro vengono inseriti due bastoni, una specie di racchette da sci: chi è davanti ha il piacere di guidare, ma i due dietro devono spingere il mezzo.
Il katakono è fabbricato da ragazzi di 12-13 anni, anche se i più piccoli sono curiosi di acquisire velocemente le tecniche. Non usano chiodi; solo legno, corda e ingegno. La parte più fragile è il retro. A causa del peso, capita che i bastoni si spezzino. Di notte il prezioso mezzo è custodito nella capanna o in cucina, se ha una porta... antifurto.
La moto è proprietà della famiglia. Chi sale, se non è della famiglia, deve pagare un pedaggio (un pesce, una fetta di polenta, un foglio di carta per la scuola...). I proprietari di moto diventano famosi e ricercati per le attività sportive, per sanare i debiti e mantenere la pace nel villaggio.
- p. Faustino Turco, sx.
Camerun: sport per tutti
Anche nella missione di Nefa, periferia di Bafoussam in Camerun, cerchiamo di fare sport. Siamo convinti che lo sport possa unire la gente. Certo, annunciare la Parola di Dio è bello e importante, ma non tutti vengono in chiesa. Allora, abbiamo pensato che, oltre a far giocare i bambini e i giovani, è giusto che anche i papà e le mamme possano passare qualche ora in sana allegria.
Siamo riusciti a ricavare un campo di calcio nel terreno della missione e così li abbiamo invitati a sfidarsi: le mamme con le ragazze e i papà con i ragazzi. Le mamme ci hanno messo tanta buona volontà e sono riuscite a vincere. I papà, forse ancora un po' arrugginiti, fino ad ora non ce l'hanno fatta.
Venite a trovarci e vedrete due squadre di giocatori e giocatrici davvero speciali. E se qualcuno ci dà una mano a fare un piccolo centro sportivo, noi tutti saremo contenti; e anche voi, per aver aiutato lo Spirito Santo a... unire la gente. Un saluto da tutti noi, "gli sportivi di Nefa".
- p. Oliviero Ferro, sx.
Burundi: ragazze e ragazzi in bici
Il gioco della palla avvelenata si svolge in uno spazio delimitato da due cerchi disegnati sulla terra. Chi è alle due estremità dell'area, lancia la palla per colpire chi si trova nei cerchi al centro del campo. Se la palla tocca uno dei partecipanti al centro, questo viene eliminato, ma se la palla è bloccata al volo, chi è al centro elimina il lanciatore e ne prende il posto. Il gioco continua finché non rimangono solo i due giocatori nei cerchi all'estremità.
La corsa in bici è una delle attività sportive del centro giovani Kamenge, in zone dove la bicicletta è molto usata come "taxi". Ogni anno si organizzano due gare, per le ragazze e i ragazzi (15-40 anni). Il percorso è di 13 chilometri su strada asfaltata per i quartieri di Bujumbura. Sono usate le bici cinesi o indiane, pesanti e robuste, come conviene su certe strade.
Migliaia di persone acclamano i corridori, mentre una macchina con megafoni, bandiere e clacson, apre la pista alla corsa e due macchine dietro raccolgono chi non ce la fa... Il traguardo è al centro giovani, dove si fanno le premiazioni. E il primo arrivato vince... una bicicletta! Sembra di essere alla Milano-Sanremo, e invece siamo solo nei quartieri nord di Bujumbura. Basta sapersi accontentare e far festa.
- Camilla Rota.








