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Qualcuno vuole adottarmi? 

Mi chiederete se sono felice. Sì, lo sono davvero, anche se a volte rischio un infarto per la fatica. Ma so che mamma  Anna, dal cielo, mi assiste e incoraggia a servire la gente della Sierra Leone nel miglior modo possibile. So che tanti amici continuano a sostenermi con il loro costante aiuto e con la preghiera.

Questo povero “paese dei diamanti”

Oggi, la necessità maggiore per questa nazione è lo sviluppo spirituale e morale, materiale e tecnico. La povertà è così generale che molta gente si aggrappa ai missionari per sopravvivere. La Sierra Leone è il “paese dei diamanti”; ma qui i diamanti vanno a braccetto con corruzione e povertà! Alla gente non vogliamo offrire pane per un giorno, ma insegnare un mestiere o un lavoro da esercitare, in modo che possano guadagnarsi il pane per sé e la famiglia e guardare il futuro con fiducia.

Per tutte queste attività che svolgiamo al nostro “centro fede e sviluppo”, abbiamo spese abbastanza consistenti da affrontare ogni mese, ogni giorno. Il centro ha bisogno di almeno 2.000 euro mensili per tirare avanti. Io non ho vergogna a chiedere: non chiedo per me, ma per il bene della gente. Qualche organizzazione ha promesso di dare il riso per gli studenti; i soldati ucraini che lavorano all’aeroporto di Lungi hanno donato olio, marmellata e quaderni per il fabbisogno di una settimana… Sono segnali di buona volontà.

Un re …collassato!

Ho perfino avuto il coraggio di proporre all’ambasciatore italiano in Sierra Leone di adottarmi con uno stipendio mensile pari allo stipendio che egli passa a un suo operaio specializzato… Anche ad altri ho fatto la stessa proposta. Ma io ormai sono sulla sessantina…

Chiaramente, preferiscono adottare un simpatico bambino di colore, piuttosto che un missionario con la barba bianca! Mi sono dilungato molto. Non volevo stancarvi. Volevo solo condividere con voi un po’ della mia avventura in questa missione africana, dove si può avere la sorpresa di essere fatto re e si può avere un collasso per stress.

La gente chiede, insiste, preme…; ma sorride sempre e ringrazia per ogni piccola cosa. È la gente più straordinaria che abbia mai incontrato al mondo. Merita il nostro interesse e la nostra solidarietà.

E ora basta. È notte, e la lampada alimentata a batteria comincia ad affievolirsi. Avrà sonno anche lei.



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