Gesù è nato tra i poveri di Ancona
Il pranzo dei poveri di Ancona il 25 dicembre-Natale è un appuntamento significativo del servizio di strada di questa città. E i saveriani non fanno mancare la loro presenza.
Quest’anno eravamo più di cento persone nel salone della parrocchia Santi Cosma e Damiano. Sono venuti in tanti, quasi tutti quelli che dormono sui marciapiedi e che passano a trovarci presso la nostra casa di Ancona: la gente della strada, senza fissa dimora, malati e disoccupati, alcolisti e drogati, impoveriti italiani e immigrati di tante etnie e religioni.
Come fratelli e amici
Era bello vederli lì, come fratelli nelle loro diverse culture, tutti amici, in quel clima che solo Gesù sa creare. Abbiamo anticipato anche l’Epifania, dove i saggi dei popoli del mondo sono accolti da Gesù, dopo aver percorso tanta strada per trovarlo e riconoscerlo!
Dopo le accoglienze informali tra tutti, abbiamo fatto una preghiera interreligiosa universale, da me introdotta, nell'attesa che arrivasse mons. Edoardo Menichelli, vescovo (e ora anche “cardinale” di questa chiesa dei poveri che lui tanto ama). Nella preghiera abbiamo chiesto così al Signore di tutti: "Signore, dà pane a chi ha fame e fame di giustizia a chi ha il pane", e altre preghiere...
Un giorno importante per tutti
Tutti si servivano e si aiutavano lungo le tante tavole imbandite di ogni ben-di-Dio, offerto dalla carità della gente. A servire e cucinare c'erano comunque le suore di p. Guido Costantini, missionarie francescane della carità, e i volontari della mensa del povero e dell'associazione "La strada".
Io, felicissimo, andavo per le tavole salutando e chiacchierando con tante persone conosciute, facendo gli auguri a tutti! Anche chi apparteneva ad altre religioni capiva che per i cristiani era un giorno importante, e quindi anche per loro!
I musulmani facevano festa, perché per loro Gesù è un grande profeta, e hanno anche devozione verso Maria, la Madre di Gesù. Che bello!
C'era da mangiare: antipasto di salumi, formaggi, bresaola, olive, i "vincisgrassi" (lasagne), due tipi di carne, vari contorni, frutta (arance, mandarini, mele), panettone e pandoro, torroni e stecche di cioccolato...
Mons. Edoardo con loro
Quando è arrivato mons. Edoardo c'è stato un applauso; ma lui discretamente è passato in mezzo ai tavoli, salutando come sa fare lui, prima di mettersi a mangiare vicino a me e ad altre persone emarginate, in loro compagnia.
Chiacchierava con la gente esclusa come se fosse uno di loro!
Così, i “dimenticati” dalle autorità e dalla società, si sono sentiti accolti da chi li ama anche il giorno di Natale. Sì, perché la loro fraternità, il dialogo interreligioso e la solidarietà durano tutto l’anno.
Il Natale del Dio fatto uomo, l'Emanuele, infatti, per noi dura tutti i giorni dell'anno, mentre
i poveri sono artefici loro stessi della dignità e del riscatto, superando l'assistenzialismo con la promozione umana, per una liberazione e vita nuova, che Gesù di Nazaret è venuto a portare!







