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Dopo la pausa estiva, con il mese di settembre si ricomincia. Si fa per dire, è chiaro, perché la vita non si ferma mai. Ma nel contesto ecclesiale, di solito, nel mese di settembre iniziano le programmazioni che orientano il cammino di azione pastorale che si porterà avanti per tutto l'anno.

Anche la nostra comunità di Udine si è fermata per alcuni giorni cercando di mettere a fuoco alcuni criteri che fanno quasi da pilastri e che evidenziano il senso missionario della nostra presenza in Friuli. Non abbiamo tante possibilità di scelta. Il nostro obiettivo resta lo stesso: essere memoria della missionarietà universale della chiesa locale.

In altre parole: la diocesi di Udine, pur attraversando un momento particolare di scarsità di sacerdoti (quanta fatica da parte del vescovo per cercare di mettere in piedi un progetto pastorale!), pur in mezzo a problemi di vario tipo, non può mai dimenticare la sua vocazione fondamentale e primaria: portare l'annuncio di Cristo a tutti, compresi i lontani.

Non si può dare per scontato che il cristiano percepisca subito questa vocazione importante. Spesso, infatti, si sente dire: "Perché voi, missionari, non vi sentite bene in Italia e volete ritornare nelle missioni? Le missioni ci sono anche qua". Più di qualcuno è convinto che questa affermazione contenga una buona dose di verità. Invece, a pensarci bene e a voler essere meticolosi fino in fondo, frasi del genere nascondono una mezza eresia.

La chiesa - ogni chiesa particolare e tutta la chiesa - deve sempre rendere esplicita la sua appartenenza al mondo intero. E se è vero che oggi in Friuli i preti sono pochi, questo fatto non giustifica che non si possa più partire per le missioni o che si debba partire solo dopo che qui i problemi sono tutti risolti.

E' vero: per scarsità di sacerdoti, qualche nostra comunità cristiana non riesce ad avere regolarmente la celebrazione della messa. Ma non possiamo dimenticare che in tantissimi paesi di missione le comunità cristiane hanno la messa solo poche volte l'anno. Senza contare quei due miliardi di persone che ancora non hanno ricevuto l'annuncio bello: Dio ti vuole bene, si è fatto vedere in Gesù; Dio cammina al tuo fianco, conosce le tue sofferenze, i tuoi problemi ...

Questo annuncio missionario è il cuore della vita cristiana e quindi deve essere il cuore di ogni parrocchia. Sembra da non credere, ma è proprio così. Compito della nostra presenza a Udine come missionari è proprio questo: aiutare i cristiani a non perdere mai di vista l'orizzonte del mondo, a guardare sempre oltre la porta di casa, al di là del proprio campanile, per vedere le vere urgenze dell'umanità intera.

C'è poi un altro aspetto importante da non tralasciare: il confronto con le esperienze delle giovani chiese ci aiuta a superare le nostre difficoltà di oggi, a vivere il vangelo nella sua interezza e a testimoniarlo nella nostra vita quotidiana.

Allora, contando sulla creatività e sulla forza che viene dallo Spirito, ripartiamo anche quest'anno ad animare missionariamente la nostra diocesi. Vogliamo continuare a servirla, ma con la nostra angolatura specifica: richiamare e proporre all'attenzione di tutti la vera chiesa voluta da Cristo: una chiesa sempre pronta ad andare per raggiungere tutte le genti e comunicare a tutti i popoli l'amore infinito del Padre. Ben volentieri ci mettiamo a disposizione delle parrocchie e cerchiamo di fare della nostra casa un "luogo" dove, sempre e senza fatica, si possa respirare un'aria extra-Friuli, l'aria che viene dalle terre lontane e che ancora sono in attesa di conoscere, per amarlo, il Salvatore del mondo, Gesù.

Di tanto in tanto vi metteremo al corrente delle nostre attività. Voi, ogni tanto, venite a farci visita. Volentieri vi accoglieremo per condividere insieme la bellezza della nostra vocazione battesimale: essere aperti al mondo intero.



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