Fraternità è condivisione, Raduno spirituale ad alta quota
Un “meeting” nella casa saveriana sul lago di Molveno, incantevole conca nel Trentino a 800 metri d’altitudine. A notte fatta, la luna rossa esce spoglia dalle acque profonde, spruzzando di luce i boschi di abeti e le cime di roccia. Una cosa straordinaria!
Ve li presento uno ad uno...
La famiglia del beato Conforti è fatta di volti, di voci, di richiami. Incontrarsi è rivivere, riscoprirsi fratelli, con quello che ci unisce e anche con gli scogli che ci dividono.
Come non accorgersi degli spazi lucidi di padre Franco e non badare al volto giovanile di padre Augusto (verso i novanta)? Alla loquela di padre Giacomo, il grillo parlante, e ai silenzi di fratel Mariano, o alla foga di padre Nardo il rosso? E al tifo di padre Evelino (“a Milano esistono solo due grandi squadre: l’Inter e le riserve dell’Inter”), o alle trame di padre Luciano, alla tenacia di padre Renzo, all’attività di padre Silvano, bici compresa? E anche gli altri...
Il missionario appare come forgiatore, pioniere, fonte di iniziative; la vita può trasformarsi in gara, l’attività diventare competitiva.
Ma attenti al protagonismo, sempre in agguato! Il fulcro della fraternità sta nella condivisione.
Maria, prima missionaria
Abbiamo affidato l’esito dell’incontro a Maria, con una Messa concelebrata nel santuario della Madonna del Frassino, luogo delizioso sul lago di Garda.
Il beato Guido Conforti ha trasmesso in eredità ai saveriani uno spiccato “spirito di famiglia”, perché facciano del mondo intero una sola famiglia. Padre Bruno Cisco, nel suo spunto, ha messo a fuoco la famiglia di Nazareth, sublime ideale per noi saveriani. Dio, per realizzare il suo progetto di salvezza, chiede il consenso di una giovane donna, Maria, che si dichiara la schiava, la povera del Signore, e acconsente a nome di tutta l’umanità. E la povera del Signore ci ha anche consegnato la preghiera dei poveri, il rosario, che riassume il mistero della salvezza e si unisce al pane eucaristico, viatico nel nostro cammino.
Nel pieno rispetto della nostra libertà, Gesù ci invita: “se vuoi essere mio discepolo, prendi la tua croce (la tua vita) ogni giorno e seguimi”. Sant’Agostino commenta: “chi ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te”. La Vergine è rimasta trent’anni con Gesù, nella casa di Nazareth: “è un viaggio nella fede - dice Giovanni Paolo II. Lei ha imparato, ha amato, ha orientato al suo fine l’uomo d’ogni tempo. Lei è la prima grande missionaria”.







