“Fratelli tutti”, strada giusta per il Medio Oriente
Dalla riflessione del Principe giordano Hassan Bin Talal, pubblicata su Arab, giornale in arabo edito a Londra.
Nel nostro tempo, soprattutto in Medio Oriente, culla delle tre fedi abramitiche, si avverte il bisogno di una nuova “Carta Sociale” che dia sostegno a chi è vulnerabile e indichi a tutti la via della solidarietà universale. “Fratelli tutti”, l’Enciclica firmata da Papa Francesco il 3 ottobre ad Assisi, davanti alla tomba di San Francesco, si pone al livello di questa urgenza vitale per i popoli mediorientali e per tutto il genere umano, riconoscendo la fratellanza che lega tutti gli uomini creati dall’unico Dio, e indicando tale riconoscimento come base di nuove relazioni sociali.
“Fratelli tutti” nasce sulla scia del documento sulla “Fratellanza umana” firmato nel 2018 a Abu Dhabi dallo stesso Papa Francesco e dallo Sheikh Ahmed al-Tayyeb, Grande Imam di al Azhar. Nel nuovo documento, il Papa richiama tutti a riconoscere che Dio ha creato tutte le persone e le ha rese uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità umana. Il vincolo di fratellanza che unisce le persone è l’antidoto reale a ogni forma di aggressione e a ogni desiderio di sopraffazione nei confronti di coloro che appartengono ad altri gruppi sociali o religiosi.
L’appello alla fraternità contenuto nell’Enciclica papale non si riduce a vaga retorica sentimentalista, ma indica strade di fattiva condivisione nel sostegno ai poveri e ai malati. Il mondo è stato creato per tutti e tutti noi esseri umani siamo nati su questa terra con la stessa dignità. Lo stesso desiderio di vivere in pace e armonia con tutti gli uomini si esprime in molti “Hadith” (Racconti) del Profeta Maometto, come quello in cui si dice che "il credente è lo specchio del credente".
Tale aspirazione abbraccia le differenze e non pretende di appiattirle in una uniformità indistinta. Siamo stati tutti creati a partire da Adamo, e abbiamo ricevuto appelli ad accettarci a vicenda come fratelli, come una campagna di messaggi celesti che chiedono il rispetto per l'individuo e pongono tale rispetto come base per le relazioni sociali. Un dato di realtà reso ancora più evidente dalla pandemia che ha spazzato il mondo intero, mostrando, oltre ogni ragionevole dubbio, che solo la fratellanza umana e l’amicizia sociale possono rappresentare un fondamento solido per fronteggiare le minacce che insidiano l’intero genere umano.








