Formare discepoli missionari
Papa Francesco, nell’udienza generale di mercoledì 11 gennaio 2023, aveva affermato: “Quando la vita cristiana perde di vista l’orizzonte dell’evangelizzazione e dell’annuncio, si ammala: si chiude in sé stessa, diventa autoreferenziale, si atrofizza. La missione è invece l’ossigeno della vita cristiana: la tonifica e la purifica”.
La descrizione rispecchia la situazione della Chiesa giapponese, soprattutto nel Kyushu. In Giappone, il fatto che da oltre vent’anni il numero annuale dei battezzati sia pressoché stabile e che in molte comunità cristiane ogni anno non si celebrino battesimi non sembra essere un problema. Infatti, questo tema non appare mai in agenda, nei tanti (troppi) incontri in parrocchia, in diocesi e nemmeno a livello nazionale.
A livello nazionale non esiste l’ufficio missionario e a livello diocesano, quando c’è, si limita ad attività isolate. L’evangelizzazione viene spesso intesa e limitata (o ridotta) a una semplice attività, oppure si intende la preparazione immediata al battesimo.
A questa situazione di stallo missionario della Chiesa giapponese si rivolge il numero 15 del documento finale del XVIII Capitolo generale (2023). “In una Chiesa tutta missionaria, la comunità saveriana è parte della Chiesa locale e cammina al suo passo, accompagnandola, dove essa cerca di mettersi in stato di missione, ma anche precedendola, dove essa fa fatica a vedere l’appello di Cristo alla missione”.
Il nostro servizio missionario non si limita alle sole attività ma, attraverso di esse, mira alla formazione di una fede matura nel singolo e alla formazione di leader in comunità per una prassi di pastorale missionaria.
- A servizio della persona. Non solo per la preparazione a ricevere i sacramenti dell’iniziazione, ma per l’accompagnamento lungo tutta la vita che si svolge nella società.
- A servizio dell’evangelizzazione. Non solo generare alla vita di fede attraverso il battesimo, ma anche formare i fedeli alla sensibilità e all’impegno per l’evangelizzazione, affinché diventino essi stessi missionari per i loro connazionali.
Nella linea dei documenti saveriani in cui si tratta del lavoro al servizio della diocesi, il nostro ambito diventa la formazione missionaria dei laici. I processi avviati hanno lo scopo di abilitare ad una pratica comunitaria di pastorale missionaria, nella quale ciascuno collabori e testimoni in primo luogo con la sua stessa vita. Il nostro contributo si inserisce nel cammino di formazione dei singoli cristiani e, attraverso ciascuno di essi, delle comunità cristiane, per la crescita e maturazione nella fede insieme al coraggio, la parressia evangelica, per fare la proposta cristiana. In altre parole, la consapevolezza e la responsabilità di essere discepoli missionari che testimoniano Cristo “qui e ora” e in tutto il Giappone.







