È tempo di bilanci / 2
SUD/NORD NOTIZIE
A che punto siamo?
Italia: trattato ratificato. Il parlamento ha ratificato il Trattato internazionale sul commercio d’armi. L’Italia è il quinto paese al mondo e primo dell’Unione Europea a dare il ‘via libera’. Perché il Trattato entri in vigore servono le ratifiche di almeno 50 stati. L’accordo riguarda solo i principali sistemi d’arma, più le armi leggere e di piccolo calibro e prevede controlli limitati su munizioni e componenti d’arma.
Il Trattato vieta agli stati contraenti di vendere armi a paesi colpiti da embargo o responsabili di crimini contro l’umanità.
* Bombe a grappolo: è boom! Sono 139 le istituzioni finanziarie che continuano a investire nella produzione di bombe a grappolo. Lo riferisce un rapporto pubblicato a Copenaghen da Pax Christi, che parla di un flusso di 24 miliardi di dollari nell’arco di tre anni. A finanziare la produzione degli ordigni ci sono anche 22 società di paesi firmatari della Convenzione di messa al bando degli ordigni. “Continuare a finanziare la produzione è inaccettabile da un punto di vista etico”, ha detto uno dei promotori.
* Congo RD: tre dichiarazioni di pace. L’ultimo atto dei negoziati di pace sul Nord Kivu si è tenuto a Nairobi. Tre dichiarazioni distinte sono state firmate dal governo congolese, dai ribelli del Movimento del 23 marzo (M23), dall’Uganda, per conto della Conferenza internazionale dei Grandi Laghi, e dal Malawi in rappresentanza della Comunità di sviluppo dell’Africa australe. Il governo darà il via a un programma di smobilitazione, disarmo e reinserimento sociale degli ex ribelli e presenterà un progetto di legge di amnistia, che non riguarda i crimini di guerra e contro l’umanità.
Senza diritti…
* Iran: non solo nucleare. Dopo l’accordo di Ginevra sul nucleare, il tema dei diritti umani dovrebbe ora essere al centro del dialogo internazionale con il paese. Lo riferisce l’ong “Iran Human Rights” (IHR), formata da cittadini iraniani emigrati all’estero. “Il popolo iraniano non vuole la guerra, ma vuole anche il rispetto dei diritti umani e delle libertà”. Persecuzioni religiose ed esecuzioni capitali sono ancora all’ordine del giorno.
* Bangladesh: scioperi ed elezioni. “È un manicomio infinito con la politica che sta mandando alla malora questo povero Paese. Disaccordi inconciliabili per le prossime elezioni (5 gennaio) provocano scioperi a catena che significa avere tutto bloccato: strade, ferrovie, fiumi... Se qualcosa si muove gli danno fuoco, e ammazzano anche. Assolutamente vietati anche i mezzi privati. Tutto il commercio interno e con l'estero va a rotoli. Finora l'unico giorno che fa eccezione è il venerdì (= la domenica dei musulmani)” p. Gabriele Spiga.
* Gaza: le mini-arche dei bambini. Sono partite dalle coste della Striscia le mini ‘arche’ dei bambini di Gaza, centinaia di piccole imbarcazioni di legno, attraverso le quali i piccoli cittadini del territorio palestinese, sotto assedio israeliano ed egiziano dal 2007, hanno affidato i loro messaggi al mondo.
È un modo per sfidare il blocco, ma anche per sensibilizzare la comunità internazionale sugli effetti dell’assedio sui bimbi che, tra l’altro, non possono studiare quando fa buio, perché non c’è elettricità.








