La missione va… all’università, Salerno: Giovani sensibili al mondo
Dal 10 al 13 marzo, i responsabili della pastorale universitaria e gli animatori missionari della Campania si sono ritrovati per la terza volta nel giro di due anni, per una settimana di animazione missionaria all'università di Fisciano, Salerno.
Tutti i diritti per tutti
La prima settimana era stata per noi un'opportunità per conoscere il contesto universitario e per farci notare dai giovani, con il volantinaggio e gli stand missionari piazzati in alcuni punti strategici dell'università. La seconda settimana ha permesso ai missionari di offrire ai giovani universitari la loro testimonianza diretta.
Sulla stessa linea si è mossa la terza settimana. Il tema a cui ci siamo ispirati è stato il seguente: "Tutti i diritti per tutti: il diritto alla vita e alla salute". Ogni missionario è stato invitato a dare la sua testimonianza tenendo conto del tema guida.
È stato interessante, non solo per i giovani, ma anche per gli insegnanti e i missionari stessi, riflettere sui diritti umani, partendo dalle proprie esperienze di missione. I continenti che hanno dominato nelle presentazioni - attraverso video, informazioni ed esperienze concrete - sono stati l'Africa e l'America latina. I missionari e le missionarie hanno avuto l'opportunità di parlare a gruppi di 30, 50, 200 e addirittura 500 giovani universitari.
"Noi cosa possiamo fare?"
L'università è un ambiente un po'... particolare. Perciò i missionari e le missionarie si sono preparati cercando di mettere insieme la loro esperienza concreta di missione con informazioni legate alla cultura del Paese dove hanno vissuto e lavorato. In tutti i casi, le testimonianze missionarie hanno suscitato nei giovani molto interesse, tanto da invogliarli a fare domande sulla vita missionaria, la vocazione, la preparazione e gli studi.
Le facoltà di scienze politiche e della formazione, di economia e chimica, attraverso professori sensibili alle problematiche mondiali, ci hanno aperto le loro porte e ci hanno permesso di ricordare ai giovani quanto sia importante e doveroso non chiudersi nella propria piccola realtà, ma piuttosto aprire i propri orizzonti al mondo intero, all'impegno che ognuno deve prendere per contribuire a rendere il nostro mondo più vivibile per tutti.
Presi da ammirazione, i giovani hanno spesso rivolto ai missionari questa domanda: "Ma noi cosa possiamo fare?". I missionari hanno sottolineato l'importanza che ancora oggi ci siano persone che abbiano il coraggio di partire e di annunciare Cristo, che ha lottato perché "tutti abbiano la vita".
Come aprirsi al mondo
Partire per la missione - come consacrato o come laico - è frutto di una scelta vocazionale fatta dopo un cammino di fede. Ma tutti hanno ribadito il fatto che, anche stando in Italia, si può e si deve fare tanto per migliorare le sorti del nostro mondo.
Informarci di ciò che succede nel mondo, essere più sensibili verso i problemi mondiali, scegliere uno stile di vita più sobrio, sentirci solidali con tutti gli uomini e le donne che lottano per il diritto alla vita e alla salute...: sono solo alcuni dei tanti modi per sentirci partecipi della missione che spetta a tutti, e in modo particolare a noi che siamo cristiani.
È stato bello trovarci insieme per raccontare la missione, per tentare di scuotere i cuori e le menti dei giovani universitari e per cercare di creare una mentalità aperta al mondo e desiderosa di lottare, affinché a nessuno venga negato il diritto alla vita e alla salute. Ci auguriamo di poter continuare, in tante altre occasioni, a suscitare nei giovani di oggi l'interesse per la missione e il desiderio di aprirsi al mondo e alle sue sfide.








