È importante non perdere la fede
Per ragioni di salute, p. Vittorino rientra in Italia dopo 15 anni, con il compito di economo nella casa di Vicenza, quando l’istituto ospita più di un centinaio di ragazzi delle scuole medie. Qui vive la sua vocazione dedicandosi anche all’animazione missionaria nelle parrocchie, con particolare attenzione ai gruppi missionari.
Inoltre, fa un servizio continuato nella comunità di Sarmego, dove è molto amato. Per i suoi cinquant’anni di presbiterato viene festeggiato con un pranzo conviviale di 170 persone. Si mostra sempre disponibile, con grande saggezza, nel sacramento della riconciliazione, specialmente nelle comunità religiose.
Amico di medici e infermieri, ha la passione di visitare gli ammalati, in camice bianco, e di essere presente anche in sala operatoria. Chiede aiuti e manda alle varie missioni denaro per progetti di sviluppo, ringraziando i vicentini per la loro generosità e sensibilità.
Ma Vittorino resta sempre fedele al primo amore, il Bangladesh. Ne parla la lingua locale, soprattutto durante certi momenti di malattia, mettendo in difficoltà coloro che l’assistono. È rimasto fedele agli insegnamenti della mamma Ortensia e a quello che egli scriveva alla veglia della sua ordinazione sacerdotale citando il profeta Geremia: “Andrai a fare tutto quello per cui ti manderò e tutto quello che ti ordinerò tu dirai. Ecco ti ho costituito sopra le genti per distruggere ed edificare”. Mi hanno detto che in questi ultimi tempi ripeteva: “Per me la cosa più importante è non perdere la fede”.
Noi saveriani, parenti, amici, anziani alunni dell’Istituto e tutti quelli che hanno conosciuto e incontrato p. Vittorino, ringraziamo il Signore per la sua persona e la sua opera in mezzo a noi. Domandiamo a Lui, Signore, e a sua Madre, invocata come Madonna di Monte Berico, di custodire la Fede, la Speranza e l’entusiasmo missionario nel costruire il suo Regno.







