È cominciata una nuova vita: A Città del Messico, da tante nazioni
Sono passati appena tre mesi dal mio arrivo in Messico, e sento la vostra mancanza. Lentamente cerco di ambientarmi in questa nuova terra. Con l'aiuto di Dio, cerco di farmi forza.
I primi mesi sono i più duri, ma anche i più affascinanti. Voglio gustarli fino in fondo, con tutto quello che porteranno. Anche questa è una partenza. La vivo come missionario: il passaggio da una vita che ho lasciato a una nuova che comincio ha qualcosa di "pasquale"; fa parte del mistero di salvezza per il mondo.
Una comunità internazionale
Faccio parte della comunità internazionale di teologia qui a Città del Messico. Siamo 23 saveriani studenti: 7 indonesiani, 6 messicani, 2 brasiliani, 2 congolesi, 2 camerunesi e 4 italiani. Al mio arrivo ho ricevuto una bella accoglienza, in perfetto stile saveriano.
La nostra casa si trova a metà tra il centro della città e la periferia. Città del Messico è la città più estesa del mondo: ha 24 milioni di abitanti, su 108 milioni di tutto il paese. Si calcola che ogni giorno arrivino nella capitale mille persone in più. In Messico i benestanti sono pochi; il 40% della popolazione ha difficoltà a vivere dignitosamente; la restante percentuale non va molto oltre la soglia della povertà. Per molti la vita quotidiana è una dura battaglia.
L'inquinamento è altissimo. Inquinamento e altitudine - siamo a 2.300 metri sul livello del mare - a volte rende difficile la respirazione. Il caos regna sovrano: con 4 milioni di macchine, i rumori anche la notte sono elevati. La gente povera del nostro quartiere viene a trovarci durante la settimana e questo è molto bello.
Una città di contrasti
Sto studiando lo spagnolo con due confratelli indonesiani all'università, che ha 100mila studenti: una vera e propria città. Per noi missionari lo studio della lingua è fondamentale. Impieghiamo almeno 90 minuti ad arrivarci. In classe siamo 11 studenti di 9 diverse nazionalità.
Anche questa è una grande occasione per aprire il cuore al mondo.
Passeggiando per un quartiere ricco della città ho chiesto alla commessa di un negozio: "Come si vive a Città del Messico?". Lei ha risposto: "È una città caotica, ma magica; una città che non dorme mai". Ho fatto la stessa domanda a un povero che vive in strada, a pochi passi da dove io vivo. Mi ha risposto: "In questa città non si vive, si sopravvive!". Ho ripetuto la domanda a un prete che vive in Messico da trent'anni. Mi ha risposto: "In questa città puoi vedere e comprare le cose che trovi a Roma, Parigi, Londra; ma vedi anche quello che puoi vedere a Calcutta, Nairobi e Addis Abeba". Insomma, è una città dai grandi contrasti.








