Due paesi islamici: Indonesia, nazione in dialogo
Sono in Indonesia dal 1999. Mai avrei pensato di vivere come missionario in una nazione musulmana. La mia preferenza era per la Cina o il Vietnam..., di ispirazione buddhista. Ma ho accettato volentieri e anche adesso non ho alcun rimpianto, perché ho scoperto la bellezza di questo mondo. Credo che sia stata una scelta a me adatta.
La scoperta della religione islamica sta soprattutto nella conoscenza di persone musulmane. Ci sono tante persone con cui costruire un rapporto di amicizia e di fraternità, anche se di religione diversa. C'è una fetta di umanità positiva e buona con cui si può convivere e condividere anche partendo da religioni diverse.
Formare gli indonesiani alla missione
Dopo una bella esperienza missionaria vissuta nelle isole Mentawai, nel 2006 sono approdato a Jakarta, una città di oltre 15 milioni di abitanti (difficile calcolarli!), trafficatissima, piena di inquinamento e rumore. Vivo in una comunità di formazione con trenta giovani saveriani indonesiani che si stanno preparando a diventare missionari. In questo ruolo sono chiamato ad aiutare dei fratelli indonesiani a scoprire l'ideale della missione e a prepararsi per portare Cristo a chi non lo conosce, fuori dai confini dell'Indonesia.
È una responsabilità molto forte, a cui mi sento inadeguato, ma è anche affascinante perché condivido la passione per la missione con persone che iniziano a sognarla e che la vivranno nel concreto in tante parti del mondo. È come accompagnare questi amici facendoli diventare sempre più partecipi di quell'ideale che ha appassionato me e tanti altri.
La bellezza del carisma saveriano
E c'è anche una novità che non mi aspettavo: la possibilità di incontrare a Jakarta gruppi di dialogo interreligioso. Ci sono tanti gruppi aperti al dialogo, anche musulmani. È facile e bello vedersi per incontri più o meno formali che portano a instaurare amicizie profonde.
In questo si percepisce la bellezza del carisma saveriano, cioè annunciare il vangelo ai non cristiani. Il nostro carisma ci spinge ad avvicinare queste persone per far loro percepire che anch'esse sono amate da Dio, salvate da Cristo, pur non essendone consapevoli. È un'esperienza nuova, della quale ringrazio chi mi ha dato la possibilità di viverla. Sono sempre più convinto che in Indonesia la presenza saveriana è necessaria e ci arricchisce.
Un'interessante esperienza d'incontro
Desidero raccontare un'esperienza avvenuta a Jakarta. È la dimostrazione di ciò che il vangelo opera quando viene messo in pratica. come un libro che può cambiare la vita.
Con gli studenti saveriani avevamo programmato un incontro a cadenza mensile con i musulmani. Un giorno abbiamo incontrato un predicatore islamico, insieme alla sua famiglia, che erano venuti a condividere con noi il digiuno islamico nel nostro tempo di quaresima. Li abbiamo ascoltati e prima di andare via la signora ci ha detto: "Stasera non abbiamo solo dialogato, non ci siamo scambiati solo idee e opinioni sulle rispettive fedi religiose. Stasera ci siamo trovati come un'unica famiglia...".
Sono rimasto colpito e mi è sembrato che quella sera si fosse realizzato ciò che san Guido Conforti sempre diceva: "Fare del mondo un'unica famiglia umana nuova".
Questi incontri ci aiutano a farci sentire fratelli gli uni con gli altri.








