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E spendersi per il Regno di Dio

Leggevo in questi giorni un noto episodio dal Vangelo di Luca al capitolo 21: "Guardandosi attorno Gesù vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nelle cassette del Tempio. Vide anche una vedova povera che vi gettava due monetine. Allora disse: "In verità vi dico: questa vedova, povera com'è, ha offerto più di tutti gli altri. Tutti costoro infatti hanno dato come offerta parte del loro superfluo, questa donna invece ha dato, nella sua miseria, tutto il necessario per vivere".

I ricchi danno qualcosa del loro superfluo, mentre la vedova, nella sua miseria, ha versato le due monetine che le erano necessarie. Sono i due atteggiamenti presenti nella società umana nei confronti di Dio e dei fratelli. Siamo in febbraio, mese bizzoso: tempesta e sole si alternano; quasi la fotocopia della nostra società. Prevediamo e temiamo il surriscaldamento del pianeta per l'effetto serra, ma siamo contrari a frenare l'esasperato consumismo causa di tutti i nostri mali.

I ricchi manovrano per riversare sui poveri del Terzo Mondo l' obbligo della moderazione; organizzano convegni, studi con premi Nobel e rappresentanti di tutti i governi del pianeta; ma quando si arriva alla conta finale con precisi impegni, nessuno ci sta. Chiacchiere, show in Tv e articoli di giornale, ma guai ad impegnarsi in qualcosa di concreto! Preoccupa il presente per l'ombra fosca del futuro, ma siccome questo è lontano, si dà una semplice scrollatina di spalle.

Questa tattica a scaricabarile è adottata nei vari settori della vita sociale.  Tutti siamo convinti che il divario abissale che c'è tra Nord e Sud del mondo è semplicemente inumano, ma ci fermiamo spaventati davanti al baratro; abbiamo il terrore di essere interpellati in prima persona e perdere quanto crediamo giustamente nostro.

In combutta con questo tragico modo di ragionare si muove tutto il sistema informativo, con i suoi mezzi tecnici: vacuità, superficialità, partigianeria ben vestite e presentate in forma accattivante sono quasi sempre il pane quotidiano; determinano apatia e rigetto, e ci immergono nel presente col compito di sfruttarlo al massimo, lasciando ai posteri, la briga del futuro.

Il contagio si è esteso anche al mondo spirituale è il tempo del turismo di massa, inventato dalla globalizzazione. Curiosi di ogni stirpe e razza sono adescati in mille modi e portati in ogni angolo della terra perché di persona vedano, provino e sappiano; te li trovi nei buchi più impensati a curiosare e ad assaporare avventure più o meno programmate; li vedi versare qualche lacrima per quei ruderi di umanità che incontrano, con qualche considerazione per quel Cristo di un missionario e allungano il loro aiuto.

Qui finisce tutto, che va nell'album dei ricordi per parenti e amici. Ma c'è anche un'altra umanità, quella della vedova. E ci sono i patentati discepoli di Gesù, i volontari: non hanno soldi né tempo da sciupare; debbono portare avanti   l'azienda familiare con veri figli da seguire. Pur così impegnati, mettono a disposizione di chi ne ha urgenza tempo, fatica e intelligenza; per il Regno di Dio li trovi ovunque, in ogni parrocchia qui in Italia e nelle varie missioni; li  incontri soli; oppure con tutta la famiglia ingaggiati per mesi, anni in aiuto di chi è povero.

Non domandano niente; sembrano non preoccuparsi del loro futuro, ma felici di donare perché sono convinti che, in fondo, quello è il vero scopo della vita umana.



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