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Dove sono il ben-essere e il buon-vivere?

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Fabio ha due occhi blu profondi come il mare e dentro una storia che è un libro aperto. Vive con il nonno che non gli concede nulla. I genitori hanno avuto qualche problema, sono presenti, ma il papà prima deve risolvere qualche problemino con la giustizia. Studia e poi cercherà un lavoro. Scrive in modo sgrammaticato, l’italiano non è il suo forte, ma una cosa gli riesce benissimo: giocare a pallone. È uno spettacolo vedere la determinazione che ci mette. Non diventerà un campione, non sarà selezionato dai club più importanti. È quasi maggiorenne e trova spazio in una squadra di periferia che diventa un po’ il suo mondo. Chissà cosa porta sul campo: la sua voglia di rivincita, le sue sconfitte, un’infanzia poco serena?
Anche Carlo a casa non vive una situazione rose e fiori. Il padre è molto affezionato alla bottiglia e qualche volta oltre al gomito alza anche le mani. Carlo studia e già lavora, ma sembra abitare un altro mondo. I suoi occhi spesso sono spalancati nel vuoto, come fosse alla ricerca di una scintilla. Si allena e gioca nella stessa società di Fabio. È meno attento, qualche volta si perde e il pallone appare un oggetto misterioso. Eppure lo sport li sta aiutando a crescere, a vivere in una comunità; forse li sta salvando dall’intraprendere strade pericolose. Il futuro è tutto da scrivere, ma è bello pensare che una semplice squadra di pallone possa essere per loro così come per altri allo stesso tempo nido e prova generale per la vita reale.

Vi chiederete il senso di queste due storielle. Lo ignoro. Forse perché mi andava così o perché abbiamo tremendamente bisogno di riscatto, di speranza, di storie buone da raccontare, leggere e respirare. Perché l’orrore ed il dolore che ci circondano (declinati in vari contesti) rischiano di farci smarrire un orizzonte di bellezza ed energia vitale, oppure ci spingono verso l’assuefazione e quindi all’indifferenza. Abbiamo bisogno di aprire le finestre e far uscire la nebbia, sentiamo l’esigenza di poter determinare il nostro destino, ma anche di affidarci quando tutto diventa incomprensibile. Per questo motivo, nella pagina che avete davanti trovate parole come Pace, felicità e libertà. Non sono solo degli ideali. Sono delle sfide che ci chiamano a rispondere in prima persona. Altre potete aggiungerne voi, componendo frasi e concetti che costituiscono il segreto del ben-essere e del vero buon-vivere. Vi pare poco? Sereno Natale e Auguri per un 2024 di riconciliazione.         



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