Anche per quest’anno i saveriani di Desio hanno organizzato il campo estivo di Desio. Possiamo dire sicuramente che è stata una bella esperienza! Voglio lasciarvi in dote un messaggio e una testimonianza. Il messaggio è una sintesi, ma rispecchia bene quello che i partecipanti hanno espresso a conclusione dell’esperienza. Al campo estivo abbiamo utilizzato il testo, “Dalla testa ai piedi” (edizioni La Meridiana) di don Tonino Bello. Chissà che il prossimo anno tanti altri non si sentano invogliati a partecipare.
Non abbiamo più bisogno di arrampicarci fino al cielo per cercare Dio: è sceso in mezzo a noi e il suo volto è riflesso in ogni persona che troviamo al nostro fianco. Così siamo partiti dal convegno missionario di Salerno per arrivare a Milano. Qui abbiamo conosciuto persone che la nostra società definisce “casi di grave emarginazione sociale”.
Sono i “carissimi” dell’opera “Cardinal Ferrari”. Sono i più poveri tra i poveri: i barboni, i senza tetto, gli alcolizzati, gli esclusi. Sono i rigettati dalla nostra società: sono di troppo; non contano per nessuno; nessuno crede di averne bisogno.
Passando un po’ di tempo con loro abbiamo scoperto che non ci vuole molto a precipitare nell’esclusione. Abbiamo aperto gli occhi sul fatto che tutti siamo poveri.
Siamo chiamati ad amare
I “carissimi” non hanno paura di riconoscere di essere bisognosi e chiedono ciò di cui hanno bisogno. Ci siamo accorti che anche noi dobbiamo imparare a chiedere, a servire, ma soprattutto a lasciarci “lavare i piedi”, come gli apostoli nell’ultima cena. Alla scuola dei poveri abbiamo imparato che l’uomo non è chiamato alla perfezione, ma all’amore.
Vorremmo vivere il comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso”: non solo nelle parole, ma anche nei fatti. Perché solo partendo dagli ultimi possiamo realizzare noi stessi ed essere salvati da Cristo.