Dio vive in mezzo ai suoi “piccoli”
In agosto, grazie all’incoraggiamento e al sostegno del padre spirituale, ho avuto la possibilità di partecipare a una breve esperienza missionaria presso i missionari saveriani della parrocchia di Acoyotla, in Messico. Mi sentivo un po’ confusa: non ero sicura di quello che avrei potuto fare e di cosa avrei potuto donare. Ero certa però che Dio mi conduceva là perché voleva che conoscessi qualcosa di diverso da quello che ero abituata a vedere. E lui mi ha stupito...
L’incontro con le famiglie
La prima cosa che mi ha mostrato è come vivono i “suoi piccoli”: le case sono capanne di fango e legno, il letto, la stufa, la tavola… sono in un’unica stanza; un catino con un po’ d’acqua per lavarsi, una saponetta al posto dello shampoo; coperte di lana per affrontare il freddo e le intemperie.
Mentre ci recavamo a salutare le famiglie, mi domandavo con quale coraggio avrei guardato i bambini e le donne... Ho affrontato i loro sguardi, li ho cercati e ho trovato la carica per continuare a sorridere e portare loro una parola di speranza. “Cristo è entrato in questa casa!”, pensavo.
Abbiamo raccontato un po’ di noi, del nostro paese, delle nostre famiglie ed esperienze; abbiamo gioito mentre ci offrivano un caffè, un pezzo di pane, un frutto. Abbiamo pregato insieme e ci siamo salutati invitando i bambini in chiesa per fare festa insieme.
Basta poco per essere felici
E loro non sono mancati all’appuntamento! Se all’inizio ne arrivavano 50, i giorni seguenti erano 80, e gli ultimi giorni ci siamo trovati con 100 bambini e ragazzi di età diverse, dai 4 ai 16 anni. Che belli che erano, con pantaloncini e magliette bucate, pieni di colori e di sorrisi, con i loro animaletti e soprattutto con tanta voglia di giocare!
I nostri incontri pomeridiani iniziavano con canti a Gesù e alla Madonna, le preghiere personali dei bambini, i bans per muoversi un po’. Poi passavamo ai giochi organizzati, alle partite di calcio e di guerra mondiale (tanto amata!), ai lavoretti e ai disegni, a vedere un film tutti insieme.
Gesù mi ha fatto vedere quanto poco basta per far felici i bambini, e cosa significhino le sue parole: “Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli”.
Mi commuovevo al vederli lì, attendere alla finestra la fine del nostro pranzo per poter giocare a carte, disegnare e stare con noi.
Un popolo vicino all’altro
Durante queste visite, ci è venuto in mente di organizzare delle riunioni anche per gli adulti. È nato così il corso di italiano – spagnolo - nahuatl (la lingua nativa degli abitanti del villaggio) che ha coinvolto tutti, nonostante le diversità linguistiche e culturali. Ci siamo divertiti ad apprendere alcune espressioni nelle tre lingue. Abbiamo rotto il silenzio, la vergogna e il timore che bloccavano la comunicazione.
Gesù mi ha fatto capire che un sorriso può avvicinare un popolo all’altro, guarire il dolore e riparare i danni compiuti dalla storia. Negli incontri con i catechisti della parrocchia si sono fuse le nostre testimonianze di fede con le esperienze vive e i miracoli che Dio compie nelle loro vite.
Una missione stupenda
Ringrazio Gesù per questa missione, perché mi ha aperto gli occhi e il cuore.
Lui ad Acoyotla ci ha parlato: “Venite, benedetti del Padre mio… perché io ero forestiero e mi avete ospitato… In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Matteo 25,34-40).
Ringrazio in modo speciale i saveriani p. Victor e p. Angel, per tutto quello che hanno fatto per noi e per aver collaborato alla riuscita di questa stupenda missione. Dio benedica i missionari e la chiesa tutta.







