Pranzo di Natale con i più poveri
Il giorno di Natale nella parrocchia di San Paolo, nella quale vive anche la comunità saveriana di Salerno, è stato organizzato in chiesa il pranzo per i senza fissa dimora. Preparato da tempo, è riuscito molto bene nel suo intento di dimostrare che Gesù è venuto per mettere “i lontani” al centro delle sue attenzioni.
“Beati gli ultimi perché saranno i primi”. Il vangelo è tutto un capovolgimento di valori. Con questa festa e questa iniziativa si è voluto ricordare e rifare la scelta di Gesù, che ha voluto come suoi primi adoratori dei poveri pastori.
Erano loro gli emarginati di quel tempo, costretti a vigilare su un gregge non loro ma di altri, quasi sicuramente analfabeti e di umile condizione sociale. È stato per loro il primo annuncio di Dio Bambino, nato in una povera capanna.
Uno degli invitati tra i senza fissa dimora, commosso, ha così commentato con il viso pieno di gioia: “Mi sento veramente a casa mia!”. È questo senza dubbio il miglior commento all’iniziativa, voluta e preparata con entusiasmo dall’intera parrocchia.
Anche noi missionari, insieme alle saveriane di Cava de’ Tirreni,
abbiamo voluto partecipare per dimostrare che la chiesa è veramente la casa del Padre, dove tutti sono invitati e dove tutti hanno uguale dignità di figli e figlie di Dio.








