Dio ha altre vie
Da Bukavu, Congo, la saveriana Rosanna Bucci, di Poggio S. Marcello, scrive
Carissimo p. Oscar, voi tutti amici del Gruppo Missionario, vi invio questa lettera, scritta insieme alla mia consorella Teresina, dove accenniamo a ciò che si vive qui. Ogni sera nella nostra chiesa si recita il rosario e si celebra la Messa. Anche se piove, vengono anziani, adulti, mamme, nonne con tanti bambini. Varie volte le nostre voci si mescolano al tuono dei cannoni, piazzati a poche centinaia di metri in linea d'aria. Fuori la gente osserva le strade e cerca di capire dai movimenti dei militari che cosa si prepara.
Il tragico di tutto questo è che c'è una città alla fame. Basta uscire per le strade ed osservare per vedere la tragedia. Questo popolo è come una persona che sta cercando di respirare con un piccolo angolo di polmone. La situazione di guerra fa sì che tante angherie siano impunite e ciò blocca le iniziative. Oltre a tanta gente che è scappata dai villaggi dell'interno, ci sono i rifugiati scappati dalle nazioni vicine in guerra. Fuggono contando solo sulla misericordia di coloro che incontrano.
In questa situazione allo stremo accadono miracoli. Il miracolo della solidarietà africana: tutti in qualche modo hanno trovato un tetto. Nelle comunità cristiane di quartiere si conoscono e si aiutano le persone più in difficoltà, senza guardare alla tribù o alla fede. Regna il dialogo dei cuori e dello Spirito Santo. Dio ha altre vie che i cannoni, altre armi che non le bombe. Armi deboli, come tanti morti per la carità e la solidarietà.
Armi risibili agli occhi del mondo, come questi bambini che arrivano sotto la pioggia con il rosario al collo, e pregano per tutti, mentre poco lontano i cannoni lanciano messaggi di minaccia. Noi continuiamo a pregare e a sperare nello Spirito Santo affinché scenda in abbondanza su quest'umanità ferita dall'orgoglio, dal potere e dalla violenza, e così assetata di pace, d'unità e d'amore. Ricordiamoci a Lui.








