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Diario di un viaggio missionario, Giovani cremonesi in Congo

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Cinque giovani cremonesi hanno passato due settimane dai missionari saveriani a Bukavu, in Congo. Ecco un racconto della loro breve esperienza missionaria.

Finalmente sono tornato in Africa. Con Giusi, Bruno, Rosi ed Emanuele sono stato in Congo, nella regione del Kivu, a Bukavu. Giusi, dopo aver vissuto per vent’anni in queste zone, ha costruito un centro sanitario in città. Noi siamo stati alloggiati in una casetta di questo centro.

Tanta polvere e nuvole di bambini

Mentre eravamo lì, ho dato una mano al centro sanitario. Ma è stato interessante andare in giro a vedere le situazioni sociali e il modo di vivere della gente, tra la quale lavora il saveriano p. Giovanni Querzani. Siamo andati a visitare vari centri e un quartiere popolare, il mercato di Kadutu, un centro sportivo e alcune scuole. La maggior parte dei bambini non va a scuola perché non ha la possibilità economica per farlo. In città le strade sono a dir poco orrende, quasi tutte sterrate; c’è una gran polvere e dove c’è l’asfalto ci sono anche buche così profonde che per superarle le auto sono costrette a rallentare fino a fermarsi.

Per le vie tutti chiedono qualcosa: cibo, soldi, vestiti... Siamo sempre osservati. I bambini ci seguono dovunque. Un giorno, in centro città con padre Giovanni, siamo stati “assediati” e circondati da tanti bambini nel giro di cinque minuti. Sembrava un formicaio; così tanti che quasi li calpestavamo. Tutti ci guardavano incuriositi e volevano toccarci o darci la mano.

Con i bambini di strada

Con mio fratello, don Bruno, siamo andati anche a Goma, nel nord Kivu, a trovare l’amico Lino, un laico di Viadana che si trova qui da quasi due anni. Ci siamo arrivati dopo due ore e mezzo di battello sul lago Kivu. È una zona molto bella anche dal punto di vista naturalistico.

A Goma fa subito impressione la lava che due anni fa, uscita dal vulcano Nyiragongo, ha invaso la città. Ha distrutto molte case e anche la cattedrale. Anche qui abbiamo avuto un impatto forte con la povertà: la gente non ha niente. Abbiamo visto la miseria, l’immondizia accumulata davanti al centro saveriano dove dormono tanti bambini di strada, il tetto sotto il quale dormono i ragazzi senza famiglia, i bambini soldato, i bambini denutriti, la gente a piedi nudi, l’odore... E poi l’ospedale, la scuola, il ristorante in una baracca, il carcere...

Lino lavora con i bambini di strada. La sera, con altre persone, esce per le vie della città; cerca di avvicinarli e di fare amicizia con loro, offrendo magari un pezzo di pane. Solo dopo vari incontri, viene loro fatta la proposta di andare in una struttura dove possono dormire, mangiare e studiare. È un lavoro interessante, ma molto difficile. Una sera siamo stati con loro e abbiamo visto che comporta anche qualche rischio.

Una Messa piena di vita

Ho partecipato alla Messa in cattedrale, la domenica mattina alle 6,45. La cattedrale era stracolma di gente. Era in lingua swahili ed è durata due ore e mezza. Una Messa davvero calorosa, vissuta intensamente in ogni momento, con danze e canti. In Congo ci sono molti cattolici e le persone, nonostante tutto, trasmettono una grande voglia di vivere. Questa è la cosa più bella e importante. C’è bisogno però di una pace vera e duratura; la gente è veramente stanca di queste guerre!

Ringrazio i miei quattro compagni di viaggio e il Signore, che ci ha accompagnati e ci ha fatto vivere quest’esperienza missionaria. Vorrei invitare tutti ad essere sensibili verso queste realtà, a capire i motivi di tante situazioni a noi lontane, che ci vengono tenute nascoste per interessi economici o politici.

Arrivederci Africa!



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