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Tante famiglie ci sostengono

Alessandro racconta, a metà del cammino, il suo percorso di missionario. Ancora due anni, infatti, e avrà concluso la formazione teologica in Camerun.

Sono in terra africana ormai da più di due anni. Mi trovo a Yaoundé, in Camerun, dove sono arrivato a settembre del 2001, dopo aver studiato per un anno il francese a Parigi. Desidero farvi partecipi della mia esperienza di missionario studente, mentre mi preparo alla consacrazione definitiva e al sacerdozio.

Infatti, mi sento sempre legato alla Sardegna, la terra dove sono nato e dove ho cominciato il mio cammino di missionario.

Grazie perché ...

Ricordo ancora con gioia gli anni trascorsi a Macomer e a Cagliari. I missionari mi hanno sempre sostenuto con il loro esempio. E voi, amici e benefattori, ci avete sempre aiutati. Avete camminato con noi: eravate contenti quando qualcuno decideva di consacrarsi per la missione; eravate tristi se qualcuno rinunciava e cambiava strada.

Porto ancora con me il ricordo delle feste, dell'amicizia, dei momenti di preghiera, delle visite nelle famiglie ...

Se oggi mi trovo in Africa e persevero nella mia formazione è anche grazie a tutte quelle famiglie, che si sentono così vicine ai missionari, che ci incoraggiano con le preghiere e si privano di qualcosa per aiutare le missioni.  Sono per me uno stimolo e un invito a continuare, ad andare avanti.

Che bello parlare di Gesù Cristo”

Quest’estate ho avuto la possibilità di visitare il Ciad, un Paese che confina con il Camerun. Lì ho visto come i saveriani si donini per la missione anche nelle zone più difficili. È stato bello notare che i saveriani, anche se piccoli e limitati, hanno la grande fortuna di parlare di Gesù Cristo che ci ama, fino a morire per la nostra salvezza.

In fondo, è questo che mi ha spinto a consacrare me stesso per la missione: andare verso chi non ha ancora sentito parlare di Gesù Cristo. Essere uno strumento – anche se piccolo, pover e limitato – nelle mani di Dio.

Come gli apostoli che, dopo la risurrezione di Gesù, erano stati invitati a proclamare la Buona Notizia anche tra i pagani.

Uniti nella preghiera 

Mi restano ancora due anni qui in Camerun per completare la formazione teologica e per impegnarmi definitivamente come missionario nella famiglia saveriana. Vi chiedo, quindi, di continuare a pregare per me, perché Dio mi faccia il dono della perseveranza. Restiamo uniti nella preghiera e nell'affetto.

Mi ha chiamato piano piano

Nel 1988, avevo 11 anni, al termine della quinta elementare. Attirato dalla simpatia e dallo stile di vita dei missionari saveriani, sono entrato nella comunità di Macomer, dove ho frequentato le scuole medie e la quarta ginnasio. Dal 1992 al 1996 ho continuato i miei studi a Cagliari. Questi primi otto anni di cammino con i missionari saveriani in Sardegna mi hanno aiutato a discernere meglio quale progetto Dio avesse riservato per me.

Dopo la maturità classica, ho lasciato la nostra bella terra per andare nella comunità di Desio, non lontano da Milano, per il biennio di filosofia. Poi, due anni di noviziato ad Ancona. 1112 agosto 2000, nella nostra casa madre di Parma, ho preso l'impegno della vita religiosa con i voti di missione, povertà, castità e obbedienza.

Non posso dire che ci sia stato un avvenimento straordinario o particolare nel quale Dio mi abbia parlato e mi abbia invitato a consacrarmi a lui come missionario. Posso invece dire con certezza che il Signore mi ha chiamato piano piano. I primi anni sono stati importanti come questi che sto vivendo adesso in Africa. Tutti hanno la loro importanza, nel cammino che Dio ha voluto che facessi.



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