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  1. Riconoscere la sacralità in ogni persona, cominciando da se stessi.
  2. Ricordare che gli atti della persona non violenta aiutano a liberare il Divino nel rivale.
  3. Accettarsi come si è con le proprie ricchezze e i propri limiti, certi che anche Dio ci accetta come siamo. Evitare gli eccessi d’orgoglio, la mania del grande e le false speranze.
  4. Riconoscere i propri risentimenti e l’odio che si nutre per gli altri deriva dalla difficoltà a riconoscere che la stessa realtà vive in se stessi. Rinunciare ad essere violenti con le parole o i gesti.
  5. Rinunciare al dualismo noi-loro, che divide in buoni e cattivi, con il pericolo di demonizzare l’avversario e determinare una condotta autoritaria e assolutista. Genera razzismo e apre la strada alla guerra. Affrontare la paura con amore più che con valore.
  6. Comprendere ed accettare che la "Creazione nuova", la costruzione della "Comunità amata", non si fa da soli e richiede pazienza e capacità di perdonare.
  7. Considerarsi parte della creazione e stabilire con essa una relazione d’amore, non di dominio, ricordando che la distruzione del pianeta è un problema spirituale non solo scientifico o tecnologico. Considerarsi "unità".
  8. Essere disposti a soffrire, forse con gioia, se crediamo che questo serva per liberare la parte di "divino" che c’è negli altri.
  9. Essere capaci di godere ogni volta che la presenza di Dio è accettata e rendere questa presenza riconoscibile agli altri.
  10. Prendersi del tempo, essere pazienti, seminare l’amore e il perdono nel proprio cuore e attorno a sé, in modo da crescere gradualmente nell’amore e nella capacità di perdonare.


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