Dalla parrocchia di Piracicaba, Brasile
Scrive l'ex Direttore del nostro giornale
Penso che in Italia non possiate immaginare come la nostra gente soffre la fame, dato che il Real è stato svalutato più della metà del suo valore; così è diventato tutto più caro: il mangiare, il vestire, il viaggiare. Chi ne fa le spese sono, come sempre, i più umili e poveri, ossia i nostri parrocchiani. In questa delicata situazione, centinaia di fabbriche hanno fatto fallimento e i disoccupati sono cresciuti ancor più. Dalle statistiche sembra che solamente nella nostra città di Piracicaba, vicino a San Paolo, in questi ultimi mesi, hanno perso il lavoro più di 80 mila persone. Questo fenomeno spiega il grande numero di miseri che vengono a battere ogni giorno alla porta della casa parrocchiale.
Attualmente continuiamo con la bella iniziativa di distribuire tutti i venerdì il cisì detto "pane del nonno" (ossia il pane regalato durante la settimana da quell'amico panettiere discendente di italiani), data la precaria situazione delle famiglie della comunità di San Francesco; il numero delle mamme che si ammucchiano fuori del Salone Parrocchiale per ricevere "la moltiplicazione dei pani" è arrivato già a duecento,con i loro bambinelli aggrappati alla gonna. Così sono cresciute le "famose ceste basiche", che da duecento sono pasate a quasi trecento, anche se bisogna ammettere che per coprire il vero fabbisogno dovrebbero essere almeno mille.
Un'altra iniziativa che sta dando buoni frutti è quella di aver chiesto all'Università Protestante Metodista tre studentesse di sociologia che accompagnino il problema dei disoccupati, dialogando con loro in casa, o nella parrocchia, realizzando un corso di formazione professionale, visitando le fabbriche, le radio, le imprese, per verificare la possibilità di trovare loro un lavoro. Oltre a queste preziose iniziative nel campo sociale e familiare, una delle assistenti sociali occupa mezza giornata quotidianamente per seguire e orientare gli alcolizzati e le loro famiglie, per tentare un reinserimento nella società.
Non pensiate che ci siano solo problemi e difficoltà, infatti constatiamo con molta soddisfazione che le nostre 20 comunità ecclesiali vanno avanti a "tutto vapore".
Così sempre nel campo pastorale funzionano molto bene le diverse pastorali della Carità, del Dizimo, dei Giovani, dei Bambini, quella delle Famiglie come quella dei quasi cento Ministri dell'Eucarestia. Abbiamo in cantiere il progetto delle Missioni, in occasioni dell'Anno Giubilare, con questa caratteristica: non saranno predicate da missionari richiesti fuori della parrocchia di San Francesco, ma saranno gli stessi parrocchiani, uomini, donne, giovani e ragazzi ben preparati, che in gruppo passeranno nelle comunità e di casa in casa per annunciare l'Anno di Grazia del Signore e per tentare di ricondurre "all'ovile" i giovani cresimati in questi anni e allontanatisi dalla comunità.
Carissimo, carissimi, come vedete il Signore si sta servendo di noi per la costruzione del suo Regno;
per continuare a farlo confidiamo nelle vostre preghiere, nella vostra amicizia e nel vostro aiuto materiale.








