Dal Benin, ''Grazie professore!''
La morte del saveriano p. Battista Mondin suscita un’emozione profonda in me, che attualmente insegno filosofia nel seminario di Djimé in Benin. La sola cosa che riesco a fare è quella di ricordarlo con semplici parole e di offrirgli con gratitudine il frutto di un lavoro cominciato con lui e che ancora continua...
Era decano della facoltà di filosofia dell’università Urbaniana di Roma, oltre che il mio relatore di tesi di licenza e dottorato (negli anni ‘79-85). La sua produzione come autore è vastissima: oltre cento titoli! Prima di scrivere un libro, leggeva direttamente le opere degli autori in lingua originale, da Platone e Aristotele a Hegel a Marx, da Foucault a Popper, fino alle ultime prospettive del pensiero neopositivista anglosassone…
Dopo aver letto i suoi scritti, il pensiero si trova in una posizione di apertura e libertà, specialmente nel discorso su Dio e nel rapporto costruttivo tra fede e ragione, dove è forte la tensione al dialogo con i protestanti e gli ortodossi.
Profetizzò negli anni ‘70 il ruolo chiave delle giovani chiese nell’epoca del post concilio.
Non fu mai asservito ad alcuna moda filosofica e distingueva opportunamente filosofia e metafisica, filosofia e scienza, sviluppando con coerenza e profondità il tema dell’Analogia dell’Essere.
Parlando e scherzando, gli autori che vanno ancora oggi per la maggiore apparivano ai suoi occhi come adolescenti alla ricerca di fama…, relegati alla moda del tempo, Dolce & Gabbana.
Simpatico, semplice, umorista, atleta, era chiaro nella vita e nel pensiero. Grazie professore!







