Cultura, un’opportunità di incontro ed evangelizzazione
P. Filippo Rota Martir, già direttore di “Missionari Saveriani”, ha lasciato Brescia e l’Italia per la missione nel Regno Unito; l’abbiamo intervistato prima della sua partenza.
Dopo oltre 7 anni, cosa ti porti via?
Un bel ricordo per l’esperienza vissuta, per l’ambiente di Brescia, per il buon clima della comunità saveriana, per le parrocchie e le numerose persone vicine e amiche che ci sostengono. Mi hanno molto colpito i volontari che ci aiutano donando tanto tempo e portando avanti le nostre attività. Senza di loro faremmo più fatica. E poi mi ha impressionato il modo in cui chi ci conosce si è affezionato a noi, diventando amico.
Sei stato direttore del giornale…
All’inizio, non sapevo da che parte cominciare. Ringrazio te e la comunità che mi avete aiutato ad entrare in questo servizio così prezioso ed importante. Il giornale, infatti, racconta ciò che svolgono i missionari, lo porta nelle case, facendo diventare tutti noi, lettura dopo lettura, più cattolici, cioè universali, e aperti agli altri.
E come animatore?
Ho cercato di portare, ovunque, i valori della mondialità, dell’apertura missionaria, della Pace, dell’attenzione agli ultimi. Oggi, purtroppo, molti li disprezzano e li vedono come una minaccia...
I saveriani e Brescia…
Penso potranno continuare a svolgere quello che già fanno, nel campo dell’animazione missionaria e culturale, dell’impegno in favore del disarmo e della Pace, anche attraverso le riviste. Già accade con le mostre missionarie, l’accoglienza a migranti (con Kemay di Caritas) e persone con difficoltà (con Museke e Fobap), aprendo la casa a gruppi, parrocchie, associazioni, ragazzi e giovani delle scuole. In questo anno di Brescia-Bergamo capitale della cultura, poi, il complesso di S. Cristo abitato dai saveriani è visitato da oltre mille persone ogni week-end. È una grande opportunità di incontro e animazione, utile per divulgare gli ideali missionari.
C’è spazio per la missione?
A Brescia, numerosi visitatori, attirati dai capolavori artistici, ci seguono molto volentieri in ciò che gli proponiamo. Questa è un’occasione di evangelizzazione, oltre che di animazione missionaria e giovanile. Basta solo farsi presenti. E la grande struttura che abitiamo non ostacola, ma favorisce la missione dei saveriani, le loro attività e l’ospitalità. È un luogo la cui bellezza è molto invidiata da tanti ed è scelto per incontri, convegni, concerti… Sarebbe un’occasione sprecata non approfittarne, visto che ci viviamo e la gestiamo. Siamo grati ai Gesuati che ci hanno lasciato questo monastero bellissimo e incantevole. Proprio la sua bellezza doveva rivelare e richiamare l’eterna bellezza di Dio. Valorizziamo la loro preziosa eredità! Facciamo diventare questo centro un punto di riferimento non solo artistico e culturale, ma anche di animazione, spiritualità, preghiera, accoglienza. In tanti arrivano a S. Cristo solo per gustare il silenzio e la calma che vi regnano. Apriamo le porte anche ai giovani e agli ‘ultimi’…
Andrai in Scozia, una missione ‘anomala’…
I saveriani nel Regno Unito sono in un momento di cambiamento e di rilancio dei loro progetti. Nei prossimi mesi, infatti, chiuderanno la parrocchia di Glasgow e si sposteranno da Preston a Manchester. Inizialmente, andrò a Coatbridge, vicino a Glasgow, dove c’è un Centro di animazione culturale e missionaria, che accoglie persone, gruppi, parrocchie, associazioni. Organizzano iniziative teologiche, culturali e di dialogo con le altre religioni. Nei primi mesi mi dedicherò al perfezionamento della lingua, poi capirò come potrò essere utile.







