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Cristo sulle strade del mondo, Mi ri…presento in Sardegna

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Cari amici e care amiche, questa volta non sono in Italia per godermi un po' di vacanza. Verso la fine di aprile, il cuore ha fatto le bizze e i medici mi hanno consigliato di venire in Italia per riposarmi e riprendermi. Non avrei mai immaginato di avere bisogno di una lunga "ri-educazione", prima di tornare ai ritmi cui ero abituato nella mia attività missionaria. Ora che sono oltre la metà del periodo di convalescenza, mi rendo conto che ciò che mi è successo è stato proprio provvidenziale.

Una sosta provvidenziale

Dopo tanti anni di missione, una sosta "obbligata" come questa mi ha dato modo di riflettere e ripensare il mio modo di vivere la missione. Le numerose attività certe volte fanno perdere di vista la sostanza e le motivazioni che devono animarle. Il primo annuncio e la testimonianza di vita formano il fulcro della missione: "annunciare Cristo, soprattutto vivendo come ha vissuto lui" è ciò che conta, ed è il vero significato della missione.

Ecco la domanda che mi sono posto: "Come posso essere missionario senza le attività che mi tenevano così occupato in Bangladesh?".

Ho trovato due risposte: la prima è la preghiera. "È la prima e più importante attività del missionario", ci ricorda san Guido Conforti. Lui stesso l'aveva vissuta, incontrando la persona di Cristo. Ho avuto sempre tempo per pregare, ma ho dimenticato spesso che è ciò che rende una vita "dono sincero" agli altri. La seconda risposta è essere fedele alla chiamata di Dio, nel luogo e nel tempo dove vivo. Anche papa Francesco ha richiamato spesso questo aspetto.

Ciò che il Signore vuole da me

Pensare di poter fare meglio altrove o con altri incarichi è un'illusione e ci fa consumare energie e tempo. Ci distoglie dalla fiducia totale in Cristo, che ci guida a impegnarci per rivelare l'amore di Dio Padre con la propria vita e nel modo che Lui ritiene più appropriato.

Santa Teresa di Lisieux, con la sua vita contemplativa, è stata missionaria come san Francesco Saverio con la sua vita attiva. Ciò che il Signore vuole da me ora, è la fedeltà alla chiamata missionaria. Perciò cercherò di impegnarmi in ciò che mi è chiesto di fare qui in Sardegna, nella comunità saveriana di Cagliari.

Ovviamente, spero di tornare in Bangladesh, ma come e quando il Signore lo riterrà opportuno. Intanto, sono desideroso di incontrarvi e conoscervi personalmente.



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