Cristo ieri, oggi e domani
L’arrivo dell’anno nuovo invita a riflettere sul tempo. L’immagine che ne abbiamo è quella di uno scorrere incessante ed inconsapevole, da noi più subìto che comandato. Invece, è stato segnato per sempre da un evento speciale.
Icona n° 1: il Crocifisso di Salvador Dalì. Lo racconta il Vangelo di Giovanni, in un passaggio in cui Gesù, come in un fermo immagine, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è venuta l’ora”, ossia l'ora delle ore, l’ora della Croce gloriosa, strumento pensato da Dio per la salvezza del mondo. Il dipinto di Salvador Dalì rende plasticamente l'idea. La croce di Cristo, come una scheggia di Infinito, irrompe dall’alto, da un dove senza tempo, perfora uno spazio vuoto e si conficca nell’universo esistente. Il suo possente braccio verticale collega due realtà che sembravano staccate: cielo e terra. Sotto di sé, una luce manda vibrazioni eterne tutto intorno e afferma la signoria e una presa di possesso: Cristo, ieri, oggi e domani.
Scrivo anche perché il 2023 sarà un anno importante, in cui celebreremo il 18° Capitolo Generale dei saveriani. Il logo (icona n° 2), che ci siamo dati come congregazione, è frutto della stessa idea: annunciare il mondo nuovo, redento dalla Croce e amato da Cristo.
Anche qui è presente una croce, non più piantata sul mondo come in Dalì, ma stesa come una coltre avvolgente, ove risalta il secondo braccio della Croce, quello orizzontale, che si allarga in un ampio abbraccio. Il logo è, graficamente, bello ed efficace per il messaggio che vuole trasmettere: la Croce di Cristo accoglie in sé tutte le realtà (non solo umane) e vicende del mondo. Meno felice, e vagamente mondano, mi appare lo slogan con cui siamo soliti accompagnarlo: “Fare del mondo una sola famiglia”.
Mons. Conforti, per il suo stemma episcopale aveva scelto la frase “In omnibus Christus-Cristo in tutto”, facendo del cristocentrismo il tratto costitutivo della spiritualità saveriana. Papa Francesco, mi pare, abbia disegnato, nel suo insegnamento questa centralità del Cristo, Signore del tempo e dello spazio, con le sue due encicliche: Laudato si’ e Fratelli tutti. La prima disegna il movimento verticale che sottolinea la signoria di Cristo su tutto ciò che Dio ha creato, mentre la seconda, con un movimento orizzontale, proclama una realtà di fratellanza universale (tutti fratelli perché figli del Padre che è in cielo) e disegna così i due bracci della Croce. Sì, personalmente ammetto che la frase “Cristo in tutto” mi sarebbe piaciuta di più.
Cari amici, vi auguriamo tempi buoni. Per tutti vengano la pace ed il Regno di Cristo.







