Conforti, formatore di missionari
Il Conforti avrebbe voluto dedicare completamente la sua vita alla missione, ma la Provvidenza lo aveva condotto per altre strade. Era comunque riconosciuto come uno dei più grandi animatori missionari dell'inizio del XX secolo, pur senza essere partito per le missioni. Non potendo essere missionario, era diventato formatore di missionari! A base della formazione alla missione il santo vescovo (dichiarato santo da Benedetto XVI il 23 ottobre 2011) ha voluto una consacrazione totale a Cristo attraverso i segni classici di consacrazione: i voti religiosi.
Nella mente del fondatore, i consigli evangelici devono portare il missionario a identificarsi a Cristo in modo da poterne continuare la missione nel mondo, assumendone il progetto e adottandone il metodo. Nel formare i suoi missionari mons. Conforti aveva un'idea fissa: la missione della chiesa è la stessa missione di Cristo. Cristo era ed è l'unica ragione della missione, perché egli solo è il Salvatore.
Il fondatore era convinto che Cristo era la vera luce del mondo e non conoscere lui voleva dire rimanere nelle tenebre. L'annuncio del vangelo ai non-cristiani era il massimo dell'amore fraterno. "Nessuno è più povero di colui che non conosce Cristo", ripeteva spesso mons. Conforti.
Quale saranno quindi i criteri ispiratrici della missione? Il primo criterio per essere missionari autentici è permettere a Cristo di vivere e di operare in noi. L'unione con Dio, l'adozione dei suoi metodi di apostolato, è parte essenziale della preparazione alla missione. Lo stile del missionario è lo stile di Cristo. I mezzi del missionario sono quelli usati da Cristo. Erano le riflessioni quasi quotidiane che mons. Conforti proponeva a coloro che si preparavano alla partenza per la Cina.







