“Confido nella forza dall’alto”, Superiore in Colombia a 38 anni
Il giovane saveriano di Cellatica, p. Mauro Loda, è il nuovo superiore dei saveriani in Colombia. Ci ha scritto per informarci com'è avvenuta la sua elezione.
Si sa che per noi religiosi la riunione capitolare è il momento più importante e decisivo per fare il punto della situazione e per prendere decisioni. Così è stato anche per la Colombia, dove attualmente lavorano solo dodici saveriani che vivono in quattro comunità (Buenaventura, Cali, Bogotá e Medellin).
Una squadra che fa gol
Possiamo dire che il Capitolo, guidato dal superiore generale dei saveriani p. Rino Benzoni, si è svolto senza tensioni e con una grande disponibilità a cercare il vero bene comune e la fedeltà al nostro carisma missionario. In tutti c'era un vivo desiderio di cercare ciò che è meglio per la congregazione, senza difendere posizioni personali o sogni utopici.
Il tema centrale della nostra riflessione è l'importanza dell'animazione misisonaria e vocazionale. Basti dire che nel nuovo consiglio tre saveriani su cinque lavorano proprio nell'animazione vocazionale. Siamo coscienti che questo è il nostro primo compito, su cui dobbiamo far convergere tutto il lavoro. Non è facile. Non è solo volendole che le cose si realizzano. È importante, però, che ci siano una buona unità d'intenti e la disponibilità al cambiamento, perché di fatto si possa realizzare il progetto.
Insomma, usando una metafora, direi che la squadra c'è, e anche la voglia di fare gol.
C'è la chiarezza di scelte; adesso si tratta di trovare i mezzi per attuare le idee.
Il progetto per il futuro
Una cosa che desideriamo realizzare in tempi brevi è la creazione di due centri importanti per l'animazione missionaria, dove ci siano almeno due animatori a tempo pieno, senza dimenticare che tutte le nostre comunità devono avere questa sensibilità e questo preciso orientamento. La dimostrazione sono i tre giovani che cominciano quest'anno il camino con noi: provengono, infatti, dalle parrocchie e dalla nostra scuola.
Abbiamo anche parlato e discusso della presenza saveriana nelle parrocchie. Una presenza che deve esprimere il nostro carisma, cioè il primo annuncio del vangelo. Perciò il catecumenato, le piccole comunità, la formazione dei responsabili, devono essere le nostre priorità. La pastorale della famiglia, l'attenzione ai giovani sono effettivamente per noi un impegno costante, anche se poi i risultati sono minimi. I sacramenti sono il tesoro della chiesa e il dono più grande che può offrire all'umanità, ma devono essere un punto di arrivo di persone che hanno accolto il vangelo.
Timori e speranze
Siamo coscienti anche del pericolo di pretendere i risultati subito, mentre ci vuole la pazienza del contadino che, dopo aver seminato, sa attendere il giusto tempo perché il seme dia il suo frutto.
Siamo una squadra abastanza giovane (lo dice il superiore con i suoi 38 anni, ndr) e quindi, se avremo fede nel Signore e perseveranza, abbiamo la speranza che il Signore ci benedirà con i suoi frutti per la crescita del Regno e anche per il bene della nostra congregazione.
Quando p. Benzoni, dopo l'elezione a superiore, mi ha chiesto se avrei accettato questo servizio, dopo il mio "sì" ho iniziato a sentire un certo timore. Erano tante le domande che mi passavano per la testa: "Sarò capace? Sarò all'altezza di questa responsabilità?". Ciò che mi conforta è l'appoggio dei confratelli e soprattutto la forza dall'alto che non mancherà di accompagnarmi e di accompagnare tutta la Colombia nei prossimi anni. Ricordateci nelle vostre preghiere.








