Condividere ciò che siamo prima di ciò che facciamo
Dal 25 al 29 maggio, gli animatori d’Italia e di Spagna si sono radunati a San Pietro in Vincoli (RA) per la convivenza e l’assemblea comunitarie. Hanno partecipato diciotto saveriani di varie nazionalità, tra cui tre laici e tre confratelli studenti.
La convivenza è stata un momento di grazia, molto apprezzata da tutti. Abbiamo potuto vivere insieme, conoscerci meglio, ascoltarci e condividere la vita e il cammino che ciascuno sta compiendo nella propria comunità. È stato qualcosa di nuovo, perché abbiamo parlato non solo di ciò che facciamo, ma anche di quello che siamo: difficoltà, ombre e luci. Si è così creato un bel clima di fraternità, sincerità e fiducia reciproca, grazie all’ascolto e all’empatia raggiunti.
Ci ha aiutati molto, in questo, il coordinatore, il professore di psicopedagogia Matteo Zanovello di Genova. Nel primo incontro, ciascuno di noi descriveva sé stesso ricorrendo a un’immagine, un simbolo, un oggetto che lo rappresentasse, spiegandone il motivo. Così, ci siamo “messi un po’ in gioco”, confidando nella comprensione del gruppo. In un secondo momento, abbiamo messo in comune le difficoltà che ciascuno di noi ha vissuto o sta vivendo. In un terzo momento, sono state proposte alcune soluzioni, per andare oltre i problemi, superarsi e fare un passo in più verso la missione a noi affidata.
Abbiamo preso coscienza di quanto sia importante la fraternità tra noi saveriani. Ne trae grande beneficio la stessa missione, basata sulla testimonianza di una comunità unita e solidale, come in una famiglia. In essa ciascuno si sforza di “uscire un po’ da sé stesso” per andare incontro all’altro. Gli animatori chiedono di poter vivere in comunità saveriane attente non solo al fare della missione, ma anche alla qualità delle relazioni interpersonali. La missione non nasce da una comunità perfetta, ma da una fraternità autentica dove, nonostante debolezze e limiti personali, non si lascia l’altro da solo, ma ci si corregge e aiuta nella sincerità, perdonandosi e camminando insieme. “Fare del mondo una famiglia” ci porta a vivere, tra noi, come in una vera famiglia.
Nell’ultima parte, abbiamo formato tre gruppi, che hanno riflettuto su alcuni aspetti concreti riguardanti le relazioni umane comunitarie, legate all’animazione missionaria. Ogni gruppo ha presentato un suo contributo, con qualche proposta concreta. Non potevano mancare anche le fatidiche “partite di calcio”. Molti di noi non giocavano da vari anni.
L’assemblea di sabato 28 maggio ha visto impegnati i soli animatori italiani. Ogni comunità saveriana ha esposto le proprie attività. A seguire, c’è stata la formazione sul tema “Cambiamento di epoca, nuove mappe, nuovo paradigma: quali segni distintivi tra l'epoca passata e la nuova epoca nella pastorale giovanile in Italia?”. In pratica, come possiamo noi missionari contribuire a costruire nuove mappe per l’annuncio del Vangelo ai giovani in Italia? Cosa si intende oggi con nuovo paradigma nella pastorale giovanile in Italia? Don Paolo Boschini, docente alla Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna, ci ha aiutato con una relazione molto apprezzata.
Infine, la domenica abbiamo ascoltato i confratelli che sono impegnati nei campi estivi in Thailandia, Albania, Scampia, Salerno… P. Carlos e p. Gabriele ci hanno presentato l’ormai prossimo Festival della Missione 2022 e il rinnovato sito internet (www.saveriani.it).







