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Concetta Montagna, con il cuore universale

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Parlare di mia madre non è facile, perché ho paura di tralasciare qualcosa della sua ricchezza di donna e di amica, di sposa e di madre e nonna, con un cuore universale.

Comincio proprio dal cuore universale, perché la sua caratteristica era di accogliere sempre tutti, e soffriva quando non poteva aiutare i più deboli. Nella sua vita quotidiana viveva la passione per l'Eucaristia e per la Madonna e ce la trasmetteva con tanta fede e amore, educando noi otto figli a saper sempre perdonare.

Solidarietà prima di tutto

Era orgogliosa nel dire che la sua casa era "missionaria". Quando le ho manifestato l'intenzione di diventare suora missionaria, mi ha fatto presente che avrei realizzato la mia vocazione nel momento in cui, donandomi nella missione ai più poveri, non ci fosse più nessuno bisognoso di aiuto spirituale e materiale. È venuta anche a trovarmi in Brasile, e ha dato la sua testimonianza di donna che ha lottato per ottenere il rispetto dei diritti umani.

Avendo vissuto la guerra e la sofferenza, non accettava la discriminazione verso gli immigrati, pensando a quando gli italiani sono stati costretti a emigrare... Ci ha sempre insegnato a essere solidali, pronti a difendere chi soffriva ingiustizie e a porre i valori cristiani e umani davanti al desiderio di ricchezza.

Con lei era doveroso riflettere e discutere su argomenti importanti come la politica, la religione, la società, e sul modo in cui ciascuno di noi potesse contribuire a un mondo migliore. Il suo desiderio era proprio quello del rispetto reciproco, sia nelle piccole cose sia a livello mondiale, fondato da principi cristiani, umani ed etici.

Un sogno e un impegno

Mamma Concetta ha lasciato in noi un grande vuoto fisico, ma ha permesso che l'ultimo saluto fosse fatto da tutti noi famigliari e amici, con tanta fede. Ora in cielo ha certamente incontrato la figlia Pia, per la quale aveva tanto sofferto quando, a causa di una malattia incurabile, ci ha lasciati 9 anni fa.

Mamma ci ha dato un testamento importante, perché è morta di domenica, giorno del Signore, nel periodo pasquale e il 25 aprile, ricorrenza della liberazione, frutto di sacrifici e di sogni di solidarietà. Ora spetta a noi continuare questo suo sogno perché il progetto di Dio si realizzi per mezzo del nostro impegno.

Con Maria Santissima dico: "La mia anima magnifica il Signore e il mio spirito esulta: Santo è il suo nome".



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