Con piedi e cuore nella vita Rom
La nostra “missione” non è tanto quella di organizzare progetti, nemmeno di voler integrare i rom nei nostri schemi o di essere risolutori dei loro problemi. Per noi questo popolo non è affatto un ‘problema’, come lo è per i più, ma un’opportunità umana e spirituale. Desideriamo semplicemente essere una “presenza ponte”, capace di accogliere, di bene-dire, di comprendere punti di vista diversi dai nostri e di raccogliere con cura e attenzione la voce dello Spirito attraverso le vite dei Sinti e Rom.
Non a distanza, ma da dentro: condividendo, accompagnando e custodendo amicizie, percorsi anche difficili, vissuti insieme.
Alcuni di noi vivono ancora dentro i campi Rom, c’è anche chi ha speso la sua vita in questi “mondi di mondi”, imparando a conoscerli e ad amarli per come sono, con i loro difetti e ricchezze.
Vedere la realtà con i loro occhi
Condividere la loro vita, ha significato per ognuno di noi alcuni cambiamenti, graduali ma arricchenti, non sempre facili o scontati. Siamo riconoscenti perché ci hanno permesso di entrare nelle loro vite. Ci siamo lasciati accompagnare da loro e questa fiducia ci ha permesso di vedere e leggere la realtà con occhi diversi. E noi abbiamo scoperto, quasi con stupore e meraviglia, che anche “il punto di vista” di chi vive nelle carovane, nelle baracche dei campi merita attenzione, rispetto e ascolto.
Siamo testimoni di perle di vangelo, nascoste nelle loro esistenze che, nonostante il disprezzo di cui sono spesso vittime, brillano e illuminano dando senso anche alle nostre vite.
Ma, per notare questa ricchezza, è importante spogliarsi dei pregiudizi presenti e radicati nella gente e che, purtroppo, non mancano neanche in chi li avvicina a fin di bene.







