Cittadini onesti e corretti, sì!
A pagina 7, nella rubrica "Lettere al direttore", sono pubblicati pezzi di messaggi giunti dai nostri attenti lettori, a commento dei miei editoriali di maggio e giugno (troverete i testi interi sul nostro sito http://www.saveriani.bs.it/). Tra i tanti messaggi, ne ho scelti quattro perché più "critici", tralasciando i molti più "entusiastici".
Lo spazio è davvero poco per dare risposte dettagliate e ragionate. Ma è mio piacevole dovere rispondere, proprio per continuare quello "scambio di pensieri e convinzioni" che aiuta la reciproca fiducia e comprensione, senza la pretesa di conquistare alcuno al proprio mulino. Mi limito a tre proposte.
Prima di tutto, mi permetto di annotare che un buon dibattito non dovrebbe portare alla cancellazione dell'altro, perché allora lo scambio fraterno è chiuso! Confido quindi che gli amici, come Silvano e Pacifico, continuino a gradire e accogliere nella loro casa la nostra visita mensile con "Missionari Saveriani".
Ecclesiale, non comunista. Due amici lettori sono rimasti "allibiti" per quella foto del drappo che definiscono di tendenza comunista (con altre parole forti che non sto a ripetere). Posso assicurare di non avere simile tendenza: non ne sento proprio il bisogno. Preferisco aderire al manifesto di san Guido Conforti, che potete leggere nel fumetto di pagina 2: "La mia politica è il vangelo, il mio partito è quello di Cristo...".
Noi saveriani siamo educati dal Conforti ad accogliere e apprezzare "tutto ciò che è vero e onesto, giusto e amabile, tutto ciò che è virtuoso e lodevole" da qualunque parte venga, secondo lo stile dell'umanesimo cristiano tracciato da san Paolo (cf. Fil. 4,8). Fa parte, per così dire, del nostro dna missionario.
Ma è bene sapere che già nel 2007 molte diocesi italiane - da Bolzano ad Agrigento, da Venezia a Como, da Padova a Pescara... - si sono messe in rete lanciando una campagna di sensibilizzazione "al di sopra di ogni schieramento politico e ideologico", chiamata nuovi stili di vita, basati sulla dottrina sociale della chiesa. È dunque una scelta ecclesiale.
Cittadini responsabili. L'amico Franco propone una "terza via", quella di "una gestione onesta e corretta, fatta da persone oneste e corrette...". Credo di poter interpretare il sentimento di tutti i nostri lettori affermando che siamo pienamente d'accordo, e che questa debba essere non la "terza", ma la prima e unica via per la vera gestione del bene comune.
Nell'enciclica sociale Caritas in veritate, papa Benedetto XVI afferma chiaramente: "Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivono fortemente nelle loro coscienze l'appello del bene comune" (n. 27). È questa la proposta esigente del vangelo e del magistero, e vale in tutti i campi, dal sociale allo spirituale.
Di gente onesta e corretta, grazie a Dio, ce n'è tanta. Ma dovrà rinunciare al... quieto vivere. Per emergere e mettersi a servizio, dovrà farsi strada disboscando nella giungla, con tanto coraggio e disponibilità al sacrificio, e dovrà lottare a sangue contro le tante e potenti lobby che pretendono di asservire il bene comune ad altri interessi.
Non ci resta che darci da fare, ognuno nel proprio ambito e secondo i propri carismi e abilità, con tutta la coerenza di cui siamo capaci con l'aiuto della grazia divina. E perché no, ci aiuterà anche "qualche bottiglia di buon vino", come consiglia l'amico Aldo di Torino, che ringrazio per l'offerta.
Brindare assieme fa sempre bene!








