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Ci scrivono... Da diverse parti d'Italia

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Ancora commenti sul crocefisso del calendario

Mi riferisco al disegno riportato nel calendario saveriano per il mese di aprile: un pagliaccio messo in croce al posto di Gesù. Ma stiamo diventando tutti matti? Da tempo mi rendo conto che i preti stanno perdendo la bussola. Io, come insegnante, come psicologa e come cristiana, mi sono sentita colpita, amareggiata, sconvolta guardando quella figura. Una cosa blasfema. Che cosa si può dire per colui che ha avuto l’ardire sfrontato di mettere quel disgustoso pagliaccio al posto di Gesù, di Gesù crocifisso? Ma dove si vuole arrivare? Ingenuità, ignoranza, forti lacune in fatto di psicologia-teologia e di buon gusto?

  • prof. Maria G. - Genova

Quella specie di anatroccolo messo in croce mi fa pensare che non si deve scherzare con le cose e le immagini sacre. Sancta sancte sunt tractanda. So che oggi queste vignette sono di moda, ma Lui sarà lieto di essere ritratto così?

  • p. Amedeo P. – Parma

Rispondo alla domanda: “Che pensieri ti ispira?”. Non è giusto banalizzare così il momento culminante della nostra Salvezza. Lo ha espresso molto meglio il Velasquez. Fraternamente

  • don Tarcisio – Martorano (CE)

In questa dolce figura io intravedo l’Amore Divino che si dona sempre con ugual misura anche dalla Croce. Gli occhioni dolci si allontanano dal luogo del supplizio per fissare con uno sguardo denso d’affetto l’Umanità. Sorride a noi per rincuorarci nella nostra condizione triste di peccatori e di cagionatori della Sua Croce. Dalla Croce l’Amore continua con la più soave delle espressioni la Sua opera consolatoria e di salvifica speranza: “Figlio mio, non soffrire sta’ sereno: io per te ho vinto il peccato e la morte”. Aggiungo che per tutte le dolci figure del calendario dipinte dall’autrice, suora di clausura, forse per questa sua visione della salvezza essa si sarà chiamata suor Maria Rosa del Divino Amore. Che l’Amore caratterizzi ogni giorno le nostre opere e rincuori i missionari nel loro arduo compito.

  • Maria Luisa D. – Biella

I lettori di "Missionari Saveriani" scrivono

Leggere “Missionari Saveriani” è come camminare in montagna: si passa dalla valle ombrosa ed un po’ muffosa al ghiaione infido ed assolato/innevato. Nell’ultimo numero mi hanno intrigato gli interventi di “un vecchio Saveriano” e quello, meno inusuale, di p.Dagnino. Volenti o nolenti siamo in tempo di Internet, ed è solo l’inizio. Se questi signori avessero messo una e-mail io qualcosa da dirgli sul loro intervento l’avrei avuta. Naturalmente vale anche per altri dei tuoi pubblicisti. Quanto più trasformi il tuo periodico da un push (spingi) ad un push and pull (spingi e frena) tanto meglio. Facendo mettere, tanto per incominciare, tutte le e-mail possibili.

  • Tarcisio – E-mail

Su “Missionari Saveriani” di luglio ho letto il racconto “La storia di un pappagallo” e mi è venuto di esclamare: sia lodato il Signore che si serve anche di un pappagallo per sollevare il morale dei suoi missionari! Quanto mi piacerebbe avere un pappagallo che rompesse il silenzio della mia solitudine. Però, per mia consolazione, ho trovato nello stesso giornale l’intenzione missionaria: “perché coloro che sono provati dalla solitudine offrano la loro sofferenza in unione con Cristo per la conversione del mondo”. Grazie, non ci avevo mai pensato e adesso non desidero più il pappagallo perché anch’io ho qualcosa da offrire al buon Dio. Sono la vostra umile e devota amica

  • Anna – Portici (NA)

Ricevo regolarmente il vostro periodico “Missionari Saveriani” e volevo segnalarvi che ho recentemente cambiato residenza. Indico di seguito il vecchio e il nuovo indirizzo al quale desidererei continuare a ricevere il vostro giornale. Vi ringrazio e spero di continuare a ricevere il vostro giornale del quale apprezzo molto l’indipendenza, la passione e l’umanità.

  • Emma – Roma

Dopo anni di piacevole ed edificante lettura, mi ritrovo per motivi personali a dover disdire l’abbonamento al vostro giornale per il prossimo anno. Sono a voi grata degli spunti per una riflessione interiore sempre più attenta a valori e ideali cristiani. Ringraziandovi ancora per la compagnia, non mancherò di fare una buona pubblicità a vostro favore!

  • Stefania – Rovato (BS)

Risponde Padre Ettore

Come prevedevo, le vignette del Calendario Saveriano 2000 hanno suscitato reazioni diverse. È una caratteristica di questo modesto giornale quella di essere un poco provocatoria. E le risposte dei lettori (sempre numerose) non si fanno attendere.

Padre Amedeo, mio professore di greco e matematica ai tempi della Seconda Guerra Mondiale al quale mi lega un profondo affetto, ha tutto il diritto di tirarmi le orecchie; del resto,non è la prima volta; e gliene sono grato. Capisco meno invece la catastrofica lettera della psicologa di Genova (che ho dovuto tagliare per l’eccessiva lunghezza).

Mi chiedo: che la sua visione della Chiesa e del Mondo sia influenzata dal suo mestiere di psicologa? Una specie di deformazione professionale?

Le vignette del calendario sono state disegnate da una persona sepolta da anni in clausura, e quindi non influenzabile dal “mondo moderno”, che vive giornalmente in intima unione con Dio, e quindi anche con Gesù Crocifisso. Io, che ho scelto i disegni e composto il calendario, sono vissuto 15 anni tra i crocifissi della terra in Indonesia. Tutti siamo un poco influenzati da quella benedetta deformazione professionale.

L’importante è che ci accettiamo a vicenda, si cammini insieme, con gioia e amicizia, verso il Regno.

  • p. Ettore, sx.

 



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